2 Colla Melosa - Colle di Nava - sitobici

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Liguria trekking mtb
Lunghezza: km 44,000
Ciclabilità: 100%
Sterrato: 61% km 27,000
Quota min: m 721
Quota max: m 1.947
Dislivello positivo: m 955
Dislivello negativo: m 1.548

Tappa 2

dalla Colla Melosa al Colle di Nava
Nota: tra il km 14,000 (Passo di Collardente) e il km 18,000 (Passo della Guardia) si trova una galleria non illuminata lunga 450 metri. Occore dotarsi di una pila elettrica.

dalla Colla Melosa (1.529 m - km 0) al Passo di Collardente (1.584 m - km 14,000)
     Dal piazzale si pedala su asfalto per duecento metri proseguendo poi lungo la sterrata ex-militare che prende quota con pendenza regolare e moderata. Il fondo, cosparso di ciottoli, si rivela poco scorrevole ed obbliga all’uso di rapporti più corti di quanto la pendenza stessa richieda. Lo sviluppo di questi primi chilometri appare evidente: una successione di tornanti che disegnano il fianco del monte alzandosi fino al rifugio Grai, visibile già dalla Colla Melosa.
     Al km 1,500, tornante sulla destra, si nota la segnalazione per il Sentiero degli Alpini, un ardito tracciato molto esposto che taglia il monte Pietravecchia uscendo sul versante opposto (vedi tratta precedente al km 47,700). Tre chilometri dopo si è al bivio per la Sella Agnaira, punto di collegamento con la tratta che arriva da Ventimiglia; si continua ancora per circa un chilometro fino a raggiungere il rifugio Grai 1.872 m, all’altezza di un poggio panoramico che offre una splendida vista sulla valle e sul bacino artificiale del lago Tenarda. Da qui si stacca il sentiero, non ciclabile, che sale direttamente dalla Colla Melosa, una variante unicamente escursionistica segnalata da un cartello.
     Si continua ancora in salita fino alla quota di 1.947 m, in prossimità della deviazione per il Balcone e la Cima di Marta, uscendo sul crinale che separa la val Roja dalla valle Argentina. In leggera discesa si raggiunge la Colla di Sanson 1.703 m (km 10,000): qui si prosegue dritti, lasciando a sinistra la laterale che scende sul versante francese verso Brigue e la val Roja. Poche centinaia di metri oltre si tira ancora dritto, ignorando la deviazione a destra per il paese di Realdo, Triora e l’alta valle Argentina, un bellissimo itinerario che attraversa la Foresta Gerbonte.
     Sempre pedalando in discesa su pendenza modesta si arriva ad una biforcazione, all’altezza del Passo di Collardente 1.584 m (km 14,000).

dal Passo di Collardente (1.584 m - km 14,000) al Colle San Bernardo di Mendatica (1.263 m - km 27,800)
     Lasciata a sinistra la deviazione per il Passo Tanarello si traversa verso destra passando alle pendici del monte Saccarello, un falsopiano molto panoramico che, superata la galleria di cui si è detto in nota, arriva al Passo della Guardia 1.461 m (km 18,000). Qui arrivano anche una sterrata che sale da Triora e il sentiero che scende dal Colle Garlenda, sul crinale del monte Saccarello.
     Dal Passo della Guardia si prosegue dritti, riprendendo a salire con pendenza moderata. Il bel diagonale termina al Colle del Garezzo 1.783 m (km 21,500), attraversato da una breve galleria. Si è qui nel territorio del comune di Montegrosso Pian Latte, battuto da una rete di sentieri e sterrate che ne fanno un polo di attrazione per escursionisti e bikers. Mete privilegiate sono il monte Frontè e il monte Monega.
     Superata la galleria si esce sul versante della valle Arroscia, lasciando a destra la deviazione per il monte Monega e il paese di Montegrosso Pian Latte, piegando invece a sinistra. La sterrata è ampia e presenta un fondo compatto, comunque non particolarmente scorrevole. Un cartello al km 24,200 segnala una prima deviazione per Mendatica e poche centinaia di metri dopo si passa poco sotto un gruppo di baite; qui una bacheca informa sulle caratteristiche degli alpeggi d’alta quota in questa zona.
     In seguito si alternano passaggi nel bosco ad altri su terreno aperto; ormai prossimi al termine della discesa si trova una seconda deviazione per Mendatica (cartello escursionistico) finchè al km 26,800 si passa a pedalare su asfalto. Un solo chilometro e si è al Colle San Bernardo di Mendatica 1.263 m (km 27,800).
     Al Colle, una località turistica particolarmente votata alle attività sportive all’aria aperta, si trova un albergo-ristorante.

dal Colle San Bernardo di Mendatica (1.263 m - km 27,800) al Colle di Nava (936 m - km 44,000)
     Dal colle si prende a destra in direzione di Mendatica e Pieve di Teco. La discesa attraverso il bosco si presenta veloce e con molti tornanti, alcuni particolarmente stretti che obbligano a decise frenate. Proprio in questi chilometri si possono notare i numerosi cartelli che segnalano i sentieri della zona, con nomi di località già incontrate nella discesa dal Colle del Garezzo.
     Appena prima di entrare nel centro abitato di Mendatica 783 m (km 34,200) si svolta a sinistra per Cosio d’Arroscia, segnaletica, ma occorre dire che proprio Mendatica può costituire un buon posto tappa nel caso si voglia distribuire diversamente la sequenza delle tratte.
     Imboccata la deviazione, si compie un ampio semicerchio che porta il biker sul versante opposto della valle, in piano; superato il bivio per la chiesetta della Madonna dei Colombi, ben visibile e raggiungibile con una breve ripida rampa, si affronta uno strappo in salita che poi decresce fino a trasformarsi in uno scorrevole falsopiano attraverso il bosco. In questi chilometri i cambi di pendenza si susseguono frequentemente, in alcuni casi con pendenze sostenute sia pure per brevi passaggi.
     Raggiunto l’abitato di Cosio d’Arroscia 721 m (km 38,700), si può decidere di entrare in paese e girare con la mountain-bike su e giù per le stradine del borgo, un antico insediamento romanico che tuttora conserva resti dell’epoca. Curiosamente, la segnaletica interna è in latino.
     Ancora una corta ma impegnativa risalita che esce ad un traverso scorrevole, fino all’inserzione (km 41,800) nella provinciale che da sale da Pieve di Teco e Pornassio.
     All’incrocio si tiene la sinistra per salire al Colle di Nava 936 m (km 44,000), valico di collegamento tra la ligure valle Arroscia e la piemontese val Tanaro. La località turistica, attrezzata con alberghi, ristoranti e altre strutture ricettive, è nota anche per essere stata una importante piazzaforte strategica, come testimoniato dalla presenza di numerosi forti.
 
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