24_Varese Ligure a - sitobici

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Archivio ciclo
Val Graveglia,
la Liguria nascosta

Località di partenza/arrivo: Varese Ligure (SP) 353 m slm
     Lunghezza totale: km 80,0
     Percorrenza totale in salita: km 29,0
     Dislivello positivo: m 1.545
     Quota min: m 43 slm
     Quota max: m 1.056 slm
     Accesso stradale: dal casello di Sestri Levante lungo la A12 Genova-Livorno si prosegue per Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese. Attraversata la galleria del Velva si arriva a Varese Ligure.
     Partenza: l'itinerario ha inizio dalla piazza presso il Borgorotondo, nel centro dell'abitato.
da Varese Ligure [353 m - km 0] a Carasco [43 m - km 39,7]
dislivello positivo m 703
     Dalla piazza si percorre la provinciale che costeggia il fiume Vara, un primo tratto scorrevole che termina in corrispondenza di una biforcazione [398 m; km 3,1]: qui si imbocca il ramo di destra, in salita.
     L’ascensione al valico di Termini di Malanotte non presenta particolari difficoltà, fatta eccezione per i primi due chilometri. In effetti lo strappo iniziale è piuttosto impegnativo, ma in seguito la pendenza decresce e diviene ben più regolare.
     Raggiunto il paese di Scurtabò [km 7,3] la strada praticamente spiana e ci si trova ad attraversare il bosco che ricopre i fianchi del monte Crocetta, fino all’abitato di Cassego 739 m [km 9,9] attraversato il quale si riprende a salire.

     Il tratto seguente, molto aperto, offre splendidi squarci panoramici sui rilievi dell’alta val di Vara, fi no alla Colla Craiolo 907 m [km 12,2], ove si trova una cappella-rifugio, base di partenza per escursioni nella zona; fonte subito dopo, sulla sinistra.
     La salita esce infine ad un intaglio, indicato col nome Termini di Malanotte, a quota 1.056 m [km 14,3], punto d’incontro dei confini delle province di Genova, La Spezia e Parma.     
     Aggirato un ampio costone si passa sul versante opposto, in discesa attraverso un bellissimo bosco, uscendo al crocevia del passo del Bocco 956 m [km 17,7], bar-ristorante.

     Al valico arrivano la provinciale che da Bedonia risale l’alta val di Taro e la provinciale che da Borzonasca prende quota attraverso la valle del Penna superando il passo del Ghiffi.
     Il percorso scende ora sul versante della valle Sturla, disegnando con regolarità una fitta serie di curve attraverso il bosco.

     In rapida successione si superano l’abitato di Montemoggio [km 24,0] e quello di San Siro Foce [km 26,0], arrivando al termine della discesa a Borgonovo 102 m [km 33,2]; all’incrocio si piega a sinistra, attraversando il voltino di accesso all’abitato. Sulla destra la provinciale prosegue in direzione di Borzonasca, del passo della Forcella e della val d’Aveto.    
     Il tratto seguente ha un andamento discontinuo, ma nel complesso scorrevole e a tratti anche molto veloce. In breve si arriva ad incrociare la provinciale della val Fontanabuona: alla rotonda si gira a sinistra per entrare a Carasco 43 m [km 39,7].

da Carasco [43 m - km 39,7] a Varese Ligure [353 m - km 80,0]
dislivello positivo m 842
     Attraversato l’abitato si lascia sulla destra la deviazione per Chiavari (rotonda), proseguendo dritti verso la val Graveglia. Il breve raccordo porta ad un ulteriore incrocio con rotonda [km 42,6], in prossimità dell’abitato di Graveglia: qui si gira a sinistra seguendo la segnaletica per Reppia e Conscenti (a destra la strada porta invece a Lavagna).

     Inizia qui la lunga ascesa al passo di Biscia, discontinua nella prima metà, che solo nei chilometri finali richiede un sensibile impegno. Si tenga comunque conto che occorre coprire un dislivello di 840 metri.

     Percorso un chilometro si attraversa il nuovo ponte sul torrente Graveglia, quindi una breve galleria di 60 metri [km 45,0] per arrivare a Conscenti 68 m [km 46,1]. Tenendosi sulla destra, si prosegue pedalando ancora sul fondovalle, fino al chilometro 50,3, ove la strada prende a salire con pendenza modesta ma costante.
     Oltrepassate alcune cave ed il bivio per il paese di Statale, frazione di Né, si incontra la deviazione per la miniera di Gambatesa [km 56,1], ormai abbandonata, ma riadattata a meta turistico didattica da parte del Parco Naturale dell’Aveto. Proseguendo, la pendenza subisce un sensibile incremento, in corrispondenza di una serie di ampi tornanti che portano il ciclista a superare dapprima la frazione Botasi, quindi la deviazione per Reppia 530 m [km 58,0] per arrivare poi al paese di Arzeno [km 59,6].
     La parte finale della lunga salita è la più impegnativa, ma anche la più spettacolare: affrontati gli ultimi tornanti la pendenza si fa irregolare, mentre la strada esce dal bosco per aprirsi in splendidi panorami sui rilievi dell’alta val di Vara e verso la costa. Un’ultima curva dà inaspettatamente accesso ad un ampio vallone prativo che porta al passo di Biscia 885 m [km 63,9], una lieve depressione lungo l’ampio crinale compreso tra i monti Chiappozzo e Porcile.

     Dopo lo scollinamento la strada scende con un bel diagonale che taglia il bosco proprio sotto la vetta del monte Chiappozzo e prosegue poi attraversando un ponte per risalire sul versante opposto ad un incrocio [km 68,6]: qui si lascia a sinistra la deviazione per Codivara tenendosi invece dritti.
     Il successivo falsopiano fa perdere quota poco alla volta e porta il ciclista ad attraversare l’abitato di Comuneglia [km 71,5], prima degli ultimi chilometri che raggiungono il fondovalle, superano il bivio 398 m già incontrato al terzo chilometro e chiudono l’anello nuovamente a Varese Ligure 353 m [km 80,0].

     Esempio di programmazione urbanistica, il borgo di Varese Ligure venne fondato verso la fine del XlV secolo nel luogo in cui già esisteva un precedente insediamento commerciale, all’incrocio tra le direttrici del Velva, del Bocco e del Centocroci.
     L’importanza anche strategica del luogo portò al progetto di un mercato difeso, a forma circolare, noto come Borgorotondo, protetto da mura e circondato da un fossato.
     Oggi Varese Ligure è località turistica molto apprezzata: da qui si parte per escursioni in un’ampia area che vede nel gruppo del Gottero, nel passo di Centocroci e nel monte Porcile le mete privilegiate, mentre con un passo in più si arriva al limite del Parco Naturale dell’Aveto.
 
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