29_Campomorone - sitobici

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Archivio ciclo
I Piani di Praglia
e la val di Lemme

Località di partenza/arrivo: Campomorone (GE): 118 m slm
     Lunghezza totale: km 54,3
     Percorrenza totale in salita: km 20+
     Dislivello positivo: m 1.307+
     Quota min: m 118 slm
     Quota max: m 922 slm
     Accesso stradale: dal casello di Genova Bolzaneto, lungo la A7 Milano-Genova, si prosegue per Pontedecimo. Qui si piega a sinistra per Campomorone.
     Partenza: l'itinerario ha inizio dalla piazza del paese.
da Campomorone [118 m - km 0] a Voltaggio [338 m - km 35,3]
dislivello positivo m 873+
     Da Campomorone si pedala in direzione dei Piani di Praglia, seguendo la segnaletica che porta fuori dall’abitato. Lasciata la strada che prosegue verso Isoverde si piega a sinistra per risalire poi una stretta valletta che con una serie di falsopiani appena ascendenti raggiunge San Martino di Paravanico 280 m [km 4,0].

     Inizia qui la salita all’altopiano di Praglia, una salita che supera un dislivello di 642 metri in soli 7,4 chilometri. La pendenza si presenta costante attorno ad una media dell’8,6%, panoramicamente apprezzabile ma esposta ai raggi del sole: di quest’ultima notazione occorre tenere conto nelle ore e nelle giornate più calde.

     Superata la deviazione per i laghi del Gorzente a conclusione dell’ascesa si esce ad un colletto [922 m; km 11,4], presso un cippo.
     I Piani di Praglia vengono attraversati con un divertente saliscendi, tra l’altro molto aperto e panoramico, che porta il ciclista, subito dopo aver superato la laterale che scende su Campoligure, alle Capanne di Marcarolo 762 m [km 20,0]; fontana; locanda, chiesa.

     Dopo le Capanne il percorso alterna ancora brevi salite e discese, ma adesso le pendenze si fanno sentire maggiormente ed il ricorso ai comandi del cambio diviene frequente.
     Percorsi due chilometri, al termine di una ripida discesa, si vedono le rovine dell’antico monastero benedettino e poche centinaia di metri dopo si è al Sacrario della Benedicta, eretto a ricordo di un tragico evento delle Seconda Guerra Mondiale. Nei pressi si trova anche l’ecomuseo della cascina Moglioni.

     Ancora in discesa e poi lungo un saliscendi si arriva in un ampio pianoro panoramico, da cui si scende ad un guado 495 m [km 25,6] sul torrente Gorzente, agevolmente superabile grazie al fondo in cemento. La successiva ripida ma brevissima rampa porta il ciclista ad un bel traverso, in un ambiente che ora si presenta aspro e roccioso; attenzione comunque ad alcuni passaggi privi di protezione a valle ed esposti.
     Un tratto in salita, breve e pedalabile, raggiunge l’incrocio presso una cappelletta 564 m [km 30,3]: lasciata a sinistra la strada che prosegue in salita verso Mornese si continua dritti in direzione di Voltaggio.

     Una bella discesa attraverso il bosco segue da presso il corso del torrente Morsone, fino a trovarsi a ridosso di Voltaggio, all’altezza della sorgente di acque sulfuree: tenendosi sulla destra si supera il facile guado (in caso di piena è possibile transitare sulla apposita passerella) uscendo su un ampio piazzale, appena sotto l’abitato. Si imbocca ora la breve rampa in salita che entra nel centro di Voltaggio 338 m [km 35,3].

     La località, a vocazione agricola e turistica, si trova in un vasto pianoro dominato dalla vetta del monte Tobbio, una delle mete preferite dagli escursionisti che frequentano la zona.
     Di particolare interesse storico il ponte dei Paganini, la cui struttura originaria è fatta risalire alla fine del XIII secolo.

da Voltaggio [338 m - km 35,3] a Campomorone [118 m - km 54,3]
dislivello positivo m 434
     Si esce dall’abitato di Voltaggio traversando il ponte sul torrente Lemme per raggiungere un quadrivio [343 m; km 36,0]: lasciate a sinistra la provinciale per Carrosio e davanti la salita al passo della Castagnola, si piega a destra per risalire la val di Lemme, in direzione di Genova.
     I primi chilometri sono facilmente pedalabili, fino ad un caratteristico ponte in pietra [km 39,4] oltre il quale la pendenza tende ad aumentare ma con andamento irregolare.
     Poche centinaia di metri dopo si raggiungono le prime case della frazione Molini e successivamente l’abitato, in corrispondenza di un ampio piazzale [467 m; km 40,9]. La strada entra nel bosco, conservando una certa scorrevolezza che a partire dal km 44,5 lascia il posto ad una salita costante e dalla pendenza sostenuta.
     Lo scollinamento al passo della Bocchetta 772 m [km 46,0] noto anche per costituire la maggiore difficoltà del Giro dell’Appennino, riporta il ciclista in Liguria.

     Al passo si trovano un cippo dedicato a Fausto Coppi, una grande lapide con incisi i nomi dei vincitori del Giro dell’Appennino e una cappelletta con ricovero di emergenza.

     Velocemente si scende verso la val Polcevera superando il paese di Pietra Lavezzara quindi, facendo attenzione a controllare la velocità nell’affrontare gli ultimi ripidi tornanti, si rientra a Campomorone 118 m [km 54,3].
 
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