3 Colle di Nava - Bardineto - sitobici

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Liguria trekking mtb
Lunghezza: km 60,600
Ciclabilità: 100%
Sterrato: 20% km 12,200
Quota min: m 81
Quota max: m 1.457
Dislivello positivo: m 1.411
Dislivello negativo: m 1.636

Tappa 3

dal Colle di Nava a Bardineto
dal Colle di Nava (936 m - km 0) al Colle Caprauna (1.379 m - km 7,500)
     Dal piazzale del Colle, spalle alla provinciale, si imbocca la stradina che entra nel bosco, leggermente discendente. Percorso poco meno di un chilometro, ad una biforcazione si prende a destra, in salita su pendenza sostenuta.
     Al km 1,700 si passa davanti ad una fontana, uscendo poi al Colle San Bernardo d’Armo 1.051 m (km 2,300); cappelletta. Su sterrata ampia e ben battuta si percorre mezzo chilometro deviando poi a sinistra, nuovamente in salita.
     Un ondulato ben pedalabile e molto panoramico raggiunge la depressione del Bocchino di Semola 1.104 m (km 4,100) prendendo poi quota con una alternanza di brevi rampe. Al km 6,000 si tiene la sinistra ad una biforcazione e cento metri dopo si va a destra, uscendo subito dopo al Passo di Pralè 1.258 m (km 6,300), all’incrocio con la provinciale che da Cantarana, in val Tanaro, sale al Colle Caprauna.
     Dopo aver piegato sulla destra si superano due tornanti per raggiungere il Colle Caprauna 1.379 m (km 7,500) e passare sul versante della val Pennavaire.

dal Colle Caprauna (1.379 m - km 7,500) a Castelbianco (231 m - km 31,800)
     La discesa, veloce e con belle curve, tocca prima la deviazione per il rifugio di Pian dell’Arma, base di partenza per escursioni nella zona e per frequentare le palestre di arrampicata dell’alta val Pennavaire, e poche centinaia di metri dopo raggiunge il bivio a sinistra per il monte Dubasso e la Madonna del Lago (segnaletica in loco). Si è qui al km 9,000 (1.247 m slm).
     Imboccata la deviazione si torna a pedalare su sterrato, ben battuto in questo tratto iniziale, con andamento ondulato e tendenza a prendere quota. Al km 9,800 si stacca sulla sinistra il sentiero per il monte Armetta e la Colla Bassa; il medesimo sentiero porta anche al vicino rifugio.
     Poco oltre si lascia sulla destra la laterale che scende alla chiesetta della Madonna Guarneri, visibile appena più in basso, andando poi ad una biforcazione (km 11,200) nei pressi di una fontana: qui si prosegue dritti, continuando lungo un ampio semicerchio che contorna verso destra una valletta. Circa un chilometro dopo si deve affrontare una ripida rampa in cemento lunga trecento metri che esce ad un colletto presso una croce 1.457 m (km 12,400), bel punto panoramico.
     In leggera discesa si raggiunge il Colle San Bartolomeo d’Ormea 1.439 m (km 12,800), punto di convergenza di alcuni sentieri, tra cui l’Alta Via. La ricca segnaletica illustra le diverse mete raggiungibili. Dal colle si prosegue tenendosi sulla destra per arrivare subito dopo ad una biforcazione presso una bacheca: lasciata a sinistra la carrareccia che va verso la vetta del monte Dubasso, si piega a destra, ancora in leggera discesa, contornando dall’alto una valletta che ospita un alpeggio.
     Ad una successiva biforcazione, poche centinaia di metri oltre, si tiene ancora la destra, continuando in discesa attraverso il bosco. Il fondo tende a peggiorare, sassoso e a tratti sconnesso, a scapito della scorrevolezza. Superata una serie di tornanti e passati in prossimità di alcune case isolate, si supera il bivio (km 15,800) che a sinistra porta verso il monte Dubasso e il cimitero napoleonico; subito dopo si trovano una fontana e il piccolo aggolerato di Fontane 1.216 m (km 16,000), il cui nome deriva probabilmente proprio dalla abbondanza di acque della zona. In effetti nel giro di un chilometro si trovano una fontana presso una casa e ancora una appena prima di passare a pedalare su fondo in cemento (km 17,200). Questo passaggio riserva una magnifica panoramica sui rilievi del ponente ligure e una vista dall’alto della Madonna del Lago.
     Una ripida rampa in discesa porta ad uno stretto tornante sulla destra che si segue, ora su asfalto, per arrivare nello spiazzo antistante il santuario della Madonna del Lago 1.004 m (km 17,800). L’area è attrezzata come punto di sosta e comprende, oltre alla chiesetta, un rifugio di emergenza e una fontana. Il luogo è anche meta di itinerari escursionistici che partono da varie località della val Pennavaire, ben segnalati in loco. Una bella discesa attraverso il bosco esce all’incrocio con la proviciale della val Pennavaire 817 m (km 20,400). Dopo aver girato a sinistra si trova una fonte sulla sinistra e ancora una fontana un chilometro oltre, poco prima di arrivare ad una rotonda che da accesso all’abitato di Alto 652 m (km 22,600).
     Si piega a sinistra per continuare in discesa e superare il limite tra le province di Cuneo e di Savona, entrando nel territorio del comune di Nasino. Al km 26,700 si passa la deviazione per il colle del Prione e Vignolo, arrivando poi in località Borgo di Nasino 304 m (km 28,200). La lunga discesa termina praticamente qui: la parte bassa della valle si rivela uno scorrevole falsopiano, una decina di chilometri oltremodo piacevoli. Si è qui a metà della tratta, una prima metà che dell’ambiente naturale ha fatto la sua principale risorsa.
     Nella seconda metà che si sta per affrontare spiccano rilievi storici e architettonici, prima tra questi la Colletta di Castelbianco. Superato in località Lagu Santu (km 31,000) un primo bivio per Oresine e la Colletta, si arriva alla deviazione che dalla frazione Colletta Sottana 231 m (km 31,800) porta direttamente al borgo della Colletta Soprana, noto per la sua particolare struttura architettonica. Una appendice da non trascurare, occasione anche per una sosta ristoratrice (la breve deviazione non è conteggiata nell'itinerario).

da Castelbianco (231 m - km 31,800) a Zuccarello (137 m - km 40,300)
     Sul fondovalle, superate le frazioni Magliocca e Teccio si arriva al km 33,400, ove si trova un agriturismo. Subito dopo si nota sulla destra un cartello che segnala il ponte San Pietro, appena sottostante la sede stradale, una antica condotta dell’acqua. Chiudendo, solo metaforicamente, gli occhi, si supera e si dimentica una devastante cava che si incontra poco oltre, allontanandosene il più rapidamente possibile per raggiungere, in località Martinetto 81 m (km 38,000), l’incrocio tra la val Pennavaire e la val Neva.
     Martinetto è una frazione di Cisano sul Neva, un elegante borgo residenziale che tuttavia conserva strutture di epoca medievale e in particolare il castello, visibile poco in alto.
     All’incrocio si lascia sulla destra la deviazione per Albenga svoltando a sinistra, lungo la provinciale per Garessio e la val Tanaro. Quasi subito occorre chiudere nuovamente gli occhi, sempre metaforicamente, nel transitare al cospetto di una grande cava, compensati dall’arrivo a Zuccarello 137 m (km 40,300). L’itinerario rimane, come in altri casi simili, all’esterno dell’abitato rispondendo a logiche di semplificazione dell'itinerario, ma è indubbio che l’attraversamento del borgo, antico feudo dei Del Carretto, sia motivo di interesse.

da Zuccarello (137 m - km 40,300) a Bardineto (711 m - km 60,600)
     All’estremo opposto dell’abitato si attacca la salita per il Colle San Bernardo di Garessio, un primo tratto con pendenza sostenuta. In alto, sulla destra, spicca la mole del castello di Castelvecchio.
     Giunti al km 44,000 si svolta a destra per Castelvecchio, Balestrino e il colle Scravaion. La pendenza ora moderata e una serie di tornanti, alcuni a sbalzo sulla valle, offrono una bella panoramica della Piana di Albenga fino al mare, mentre il castello si avvicina, sempre più incombente. Castelvecchio di Rocca Barbena 412 m viene raggiunto al km 46,500, poco dopo aver superato il palazzo del municipio, all’altezza dell’ingresso nel borgo.
     Anche in questo caso l’itinerario rimane all’esterno, ma approfittando della maneggevolezza della mountain-bike è possibile addentrarsi nel cuore del borgo medievale e risalirne le stradine, uscendo comunque al crocevia che sovrasta l’abitato (449 m; km 47,500). Qui si lascia sulla destra la deviazione per Balestrino, piegando invece a sinistra per il colle Scravaion.
     L’ascesa, un classico per i cicloturisti grazie anche allo scarso traffico, supera in poco meno di otto chilometri un dislivello di 365 metri, con una pendenza abbastanza regolare che permette una buona progressione. La presenza di un bosco, sia pure discontinuo, allevia l’impegno nelle giornate più calde. In località Giro di Loano (km 53,000) si supera una struttura turistica, uscendo infine al Colle Scravaion 814 m (km 55,300), sovrastato dalla Rocca Barbena.
     Passati sul versante valbormidese, si scende velocemente con una serie di belle curve attraverso il bosco verso il fondovalle. A partire dal km 57,700 si pedala in pianura, lungo il fondovalle, superando il bivio per la chiesetta di San Nicolò prima di uscire sull’ampio pianoro che ospita Bardineto. Alla rotonda (km 59,500) si gira a destra, passando in prossimità dei ruderi dell’antica Casa dei Frati, per arrivare in una piazza; dopo aver girato a sinistra si percorre la traversa interna fino alla piazza del municipio e della chiesa parrocchiale di Bardineto 711 m (km 60,600).

     Proprio di fronte alla chiesa si trova il Museo Mazza, che presenta una copiosa raccolta di attrezzi agricoli di un recente passato.
     Ma non è l’unica curiosità che Bardineto riserva ai suoi ospiti: i muri delle case del borgo sono impreziositi da una serie di piastrelle in ceramica e rame, opera di famosi artisti, che riproducono scene di vita quotridiana, testimonianze di antiche tradizioni ed eventi storici. La stessa chiesa di San Nicolò, incontrata appena fuori del paese, è un monumento nazionale e al suo interno si trova un interessante ciclo di affreschi. L’abitato è poi dominato dai resti del castello medievale, un raro, forse unico esempio di struttura a sedici lati.
     Bardineto è anche punto di riferimento per coloro che praticano attività sportive al’aperto, in particolare escursionismo, cicloturismo e mountan-bike. Mete come la Foresta Barbottina, la Faggeta del Melogno, il monte Carmo con il suo rifugio, i valichi di collegamento con le vallate vicine, la stessa valle Bormida, sono frequentate in ogni stagione dai numerosi appassionati che sanno apprezzare un ambiente naturale incontaminato. Presso il locale ufficio turistico si trova una completa raccolta di cartine, guide e pubblicazioni locali.
 
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