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Archivio ciclo

Gli uliveti della valle Impero

Località di partenza/arrivo: Imperia: 22 m slm
     Lunghezza totale: km 63,4
     Percorrenza totale in salita: km 16+
     Dislivello positivo: m 1.143
     Quota min: m 22 slm
     Quota max: m 1.156 slm
     Accesso stradale: uscita al acsello di Imperia Est o Imperia Ovest della A10 Autofiori.
     Accesso ferroviario: Imperia si trova lungo la linea Genova-Ventimiglia.
     Partenza: dal parcheggio nei pressi del municipio di Imperia Porto Maurizio.
da Imperia [22 m - km 0] al colle San Bernardo di Conio [986 m - km 30,5]
dislivello positivo m 1.143
     Dal municipio di Porto Maurizio si pedala in direzione ponente lungo la via Aurelia, fino alla deviazione verso destra per Dolcedo. Usciti dall’abitato si costeggia per un breve tratto il corso del torrente Prino, fi no in località Piani [km 5,2], ove si svolta a sinistra per superare il ponte e passare sulla sponda opposta.
     Un improvviso strappo rappresentato da due tornanti obbliga a richiamare precipitosamente i rapporti più corti, riprendendo subito dopo su un ondulato che raggiunge prima la frazione Isolalunga e poco oltre Dolcedo 76 m [km 10,0].

     Il borgo presenta la classica architettura di epoca medievale, con un cenno di attenzione per il ponte dei Cavalieri di Malta, ma Dolcedo è anche nota per essere base di partenza per la salita alla vetta del monte Faudo, massima elevazione della zona con i suoi 1.149 metri di quota e traguardo di una competizione podistica di livello internazionale.

     L’itinerario rimane appena a margine dell’abitato, in corrispondenza di un incrocio da cui si prosegue tirando dritti per Prelà e Molini. La strada prende ora a salire con pendenza appena accennata, almeno fi no in prossimità di Molini di Prelà: superato un ponte la pendenza aumenta decisamente e cento metri dopo, prima di entrare nell’abitato, si piega a destra per Vasia e la Colla d’Oggia. Si è qui al km 12,4 e ad una quota di 142 metri slm.

     La strada sale con una serie di curve che segnano i terrazzamenti coltivati ad ulivo, e del resto è questa una zona di pregio per la produzione di olive e di olio.
     Superata la località Borgata Canneto si arriva a Pantasina 435 m [km 16,8], frazione di Vasia; all’altezza della piazza della chiesa si svolta a sinistra per continuare in salita e uscire ad un poggio panoramico, presso una chiesa isolata. Verso occidente si distingue la vetta del monte Faudo, con la cappelletta eretta alla sua sommità.

     Si continua a salire fi no ad alzarsi ad un colletto [km 20.9], trovandosi in un ambiente tipicamente alpino: è questo uno dei tanti contrasti che la Liguria sa off rire in ogni stagione.
     La pendenza si attenua ed anzi si pedala per un breve tratto anche in pianura prima di raggiungere una biforcazione [823 m; km 22,5]: lasciata a destra la deviazione che scende verso Borgomaro e la zona delle Ville si piega a sinistra, in salita.
     Dopo un bel passaggio nel bosco si esce allo scoperto, ormai al termine della ascesa, in corrispondenza di un colletto 1.148 m [km 27.5], alla sommità di un panoramicissimo crinale.

     Si scende ora con pendenza irregolare al crocevia della Colla d’Oggia 1.139 m [km 28,0]: qui si inverte il senso di marcia per svoltare a destra (dritti per Carpasio, Badalucco e la valle Argentina) e superare un dislivello di pochi metri per uscire ad un colletto, alla quota massima dell’itinerario [1.156 m; km 28,3].
     A partire da questo punto l’itinerario non riserva altro che la lunghissima discesa fino ad Imperia, discesa che inizia nel migliore dei modi: sede stradale ampia, curve aperte, pendenza buona per prendere velocità ma non eccessiva.
     Superata la deviazione per Rezzo si esce cento metri dopo sul piazzale del colle San Bernardo di Conio 986 m [km 30,5], sul crinale che separa la valle del Maro dalla valle di Rezzo. Trattoria.

dal colle San Bernardo di Conio [986 m - km 30,5] a Imperia [22 m - km 63,4]
dislivello positivo nullo
     Dal colle si continua in direzione del colle San Bartolomeo, un diagonale molto veloce e panoramico che taglia il fi anco meridionale del monte Guardiabella; la strada è ampia ma alcune curve presentano un raggio molto stretto che obbliga a energiche tirate di freni.
     Ignorata la laterale per Aurigo e Poggialto si arriva in prossimità del valico, all’altezza del bivio per Caravonica e Borgomaro, superato il quale si esce al colle San Bartolomeo 605 m [km 39,8]. Locanda.

     Il valico costituisce lo storico collegamento tra la valle Impero e la valle Arroscia: qui passava l’importante via commerciale che dalla costa raggiungeva il mercato di Pieve di Teco.     
     Oggi il colle, tagliato fuori dalla variante che passa a quota inferiore e in galleria, è punto di ritrovo per i ciclisti che frequentano le strade dell’entroterra imperiese.

     Dal colle si piega a destra, in direzione di Imperia, in leggera discesa prima e quindi in pianura per un breve tratto, attraverso il bosco. Oltrepassato il bivio che a sinistra si apre verso il passo del Ginestro e la val Lerrone si attraversa il paese di Cesio [km 43,6].

     Una nota di carattere geografi co: proprio Cesio è il secondo nome con cui viene indicato il colle del Ginestro (questa la dizione più comune), il quale prende il nome dal paese di Ginestro, sul versante della val Lerrone.

     Superata la laterale per Torria si arriva ad un incrocio [km 47,1], ove si tiene la sinistra; circa due chilometri dopo si segue sulla destra la deviazione per Borgomaro e Lucinasco, in prossimità della frazione di Garzi.
     La sequenza di incroci e deviazioni è dovuta all’alternanza tra la vecchia sede stradale della valle Impero e la nuova variante a scorrimento veloce, un intreccio che evita al ciclista i pericolosi passaggi in galleria.

     Lasciato a destra il bivio per Lucinasco si attraversa l’abitato di Chiusavecchia 137 m [km 51,0] per andare poi ad inserirsi nella variante e uscirne [km 52,6] deviando a destra per Pontedassio, evitando così il passaggio in galleria.
     Al successivo incrocio [km 54,1] si continua in direzione di Pontedassio, quindi la località Gombi e il paese di Pontedassio 76 m [km 55,2].

     Usciti dall’abitato si è ad un incrocio: si svolta a sinistra e poco oltre si tira dritto [km 60,1] in direzione di Imperia. Ormai prossimi alla città si prosegue ancora dritti alla rotonda successiva per arrivare alla stazione ferroviaria di Oneglia [km 61,8].
     Seguendo l’andamento della strada si passa una ennesima rotonda, dritti, per uscire sulla piazza del municipio di Imperia Oneglia.
     Si piega sulla destra e in circa un chilometro si va a chiudere l’anello davanti al municipio di Imperia Porto Maurizio 22 m [km 63,4].
 
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