3_Cantalupo Ligure - sitobici

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Archivio ciclo

Anello di Cantalupo

Località di partenza/arrivo: Cantalupo Ligure (AL) 377 m slm
     Lunghezza totale: km 75,4
     Percorrenza totale in salita: km 27,0+
     Dislivello positivo: m 1.574
     Quota min: m 336 slm
     Quota max: m 1.488 slm
     Accesso stradale: dal casello di Vignole Borbera della A7 Milano-Genova si risale la val Borbera. Cantalupo Ligure dista dal casello 19 chilometri.
     Partenza: l'itinerario ha inizio dalla piazza con parcheggio presso il municipio.
da Cantalupo Ligure [377 m - km 0] a Capanne di Cosola [1.488 m - km 24,1]
dislivello positivo m 1.111
     Dalla piazza si pedala lungo lo scorrevole fondovalle della val Borbera superando la frazione San Lazzaro e Albera Ligure per arrivare a Cabella Ligure [477 m; km 6,9].
     Si esce dall’abitato con un primo assaggio di quello che si incontrerà più avanti, un paio di chilometri in buona pendenza che portano a superare il bivio per le frazioni Dova e Dovanelli. Il tempo di riprendere fi ato quindi, giunti all’altezza della deviazione per Agneto e Carrega Ligure che viene lasciata sulla destra, si attacca la salita delle Capanne di Cosola.                
     Si è qui appena oltre il decimo chilometro e ad una quota di 563 m: rimane da affrontare un dislivello di 925 metri, la maggior parte dei quali concentrata negli ultimi sette chilometri.

     La salita si fa ora decisa ma ancora pedalabile con impegno contenuto: conviene certamente adottare rapporti agili che permettano di avanzare senza appesantire le gambe, almeno fino a Montaldo di Cosola 923 m [km 16,8], frazione di Cabella Ligure. Si è ormai nell’alta valle del Borbera e il panorama vale comunque a gratificare il ciclista che affronti questa spettacolare ascesa. A Montaldo si ha giusto il tempo, arrivati ad un piccolo slargo, di cambiare rapporto e, superata una stretta curva sulla sinistra, attaccare il tratto finale: sette chilometri con una pendenza media dell’8%. A completare il quadro, un asfalto particolarmente ruvido che ben poco facilita la scorrevolezza e i tornanti che registrano una ulteriore impennata della pendenza stessa.

     Al km 18,0 si trova una fontana e poco oltre, a cavallo del km 19,0, si supera una sorta di muro lungo poco meno di un chilometro.
     L’uscita alle Capanne di Cosola 1.488 m [km 24,1] è giustamente motivo di soddisfazione.

     Il valico, che fa da confine tra Emilia e Piemonte e tra le province di Piacenza e Alessandria, è punto di ritrovo, anche per la presenza di un ristorante, non solo di ciclisti ma anche di escursionisti e bikers. Qui infatti convergono sentieri e sterrate che raggiungono la vetta del vicino monte Chiappo, oltre allo spettacolare sentiero, ciclabile anche in mountain-bike, che collega le Capanne di Cosola alle Capanne di Carrega.

dalle Capanne di Cosola [1.488 m - km 24,1] a Fabbrica Curone [478 m - km 53,0]
dislivello positivo m 182
     Dopo aver scollinato si scende per brevissimo tratto sul versante emiliano prima di passare in Lombardia, superando la località Capannette di Pey per arrivare ad una sorta di poggio ove sorge una chiesetta: il punto offre una ampia vista panoramica sulla valle del Boreca, laterale della val Trebbia, sul monte Lesima, sormontato dalla vistosa cupola di un osservatorio, sui rilievi che chiudono la val Stàffora.

     Poche centinaia di metri e si è ad una biforcazione [1.404 m; km 25,7]: qui si prosegue tenendosi appena sulla sinistra, in leggera salita.
     Il tratto è breve e raggiunge il Pian dell’Armà 1.469 m [km 27,2], frazione di Santa Margherita Stàffora. Inizia qui la velocissima discesa, strada ampia con curvoni e tornanti, che fa perdere circa ottocento metri di dislivello.
     Sono chilometri divertenti e molto gradevoli, attraverso il bosco che ricopre il fianco del monte Boglelio: in mancanza di una segnaletica specifica, occorre comunque ricordare che è possibile imbattersi in caprioli che attraversano improvvisamente la strada.

     Oltrepassato il bivio per la frazione Negruzzo e alcuni chilometri dopo il paese di Cegni 778 m [km 39,3], frazione di Santa Margherita Stàffora, si raggiunge un incrocio [km 41,9]: qui si piega a sinistra in direzione di Varzi.
     Un bel falsopiano porta a Casanova 615 m [km 42,9]): all’incrocio si lascia la provinciale che attraversa il ponte sul torrente Stàffora in direzione di Varzi per piegare invece sulla sinistra per Castellaro.
     Una breve salita raggiunge le case di Cignolo, da cui si prosegue tenendosi sulla destra, segnaletica, ancora per Castellaro. Usciti ad un colletto [732 m; km 46,0] si scende velocemente all’abitato di Castellaro 718 m [km 47,2]: alla biforcazione si tiene la sinistra per Fabbrica Curone. Segnaletica al km 41,9

     Castellaro si trova lungo la direttrice di quella che era una delle vie del sale che collegavano queste vallate alla costa ligure: proprio in corrispondenza della biforcazione si trovano i cartelli che ne segnalano il passaggio.

     Da Castellaro si percorre uno scorrevole traverso che porta il ciclista alle case di Cella [km 49,3]), frazione di Varzi; superato anche il bivio per Varzi si pedala lungo un veloce tratto caratterizzato da una serie di gobbe, fino ad un incrocio: si svolta a destra e subito dopo si entra nell’abitato di Fabbrica Curone 478 m [km 53,0], nuovamente in Piemonte e nella provincia di Alessandria.

da Fabbrica Curone [478 m - km 53,0] a Cantalupo Ligure [377 m - km 75,4]
dislivello positivo m 281
     Il passaggio dall’Emilia al Piemonte segna anche il passaggio dalla val Stàffora alla val Curone, vallate accomunate dal fatto di essere ambedue zona di produzione di pregiati vini.  
     Ignorata l’ennesima deviazione per Varzi si arriva al paese di Gremiasco; superando il ponte sul torrente Curone e, sempre perdendo leggermente quota, viene raggiunto San Sebastiano Curone 336 m [(km 60,7].
     All’incrocio un ben visibile cartello stradale indica la direzione da tenere: si deve infatti girare a sinistra per Dernice, Montacuto e la val Borbera.
     I chilometri finali dell’itinerario riservano ancora una breve salita per valicare il crinale e tornare in val Borbera: poco fuori San Sebastiano si supera sulla destra un bivio per arrivare, al km 62,8, ad un ponte: qui si riprende a salire toccando prima le case di Vigana, frazione di Dernice, e quindi il paese di Dernice 596 m [km 67,4].

     Segnalati e ben visibili i resti di una antica torre di avvistamento del IX secolo, alla sommità di un modesto rilievo, suffi ciente comunque per controllare una ampia zona.

     Uno scorrevole traverso e la successiva discesa portano a Vigoponzo, frazione di Dernice, da cui si prosegue tagliando i pratoni con una serie di ampi tornanti, fino al piccolo agglomerato di Zebedassi e, ormai al fondo, ad un bivio [km 73,2], in corrispondenza di un ponte su un affluente del torrente Borbera.
     Lasciata sulla sinistra la deviazione per Caldirola si piega a destra per andare all’inserimento nella provinciale della val Borbera [356 m]: qui si gira a sinistra per rientrare a Cantalupo Ligure 377 m [km 75,4].
 
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