4 Bardineto - Sassello - sitobici

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Liguria trekking mtb
Lunghezza: km 80,000
Ciclabilità: 100%
Sterrato: 48% km 38,000
Quota min: m 317
Quota max: m 1.155
Dislivello positivo: m 1.283
Dislivello negativo: m 1.610

Tappa 4

da Bardineto a Sassello
da Bardineto (711 m – km 0) al Colle del Melogno (1.028 m - km 14,500)
     Dalla piazza del municipio si percorre la traversa interna in direzione del Giogo di Toirano, uscendo dall’abitato percorrendo un lungo rettilineo in leggera salita.
     Giunti in località Geirolo (km 1,700), presso una fontana, si devia a sinistra seguendo una laterale che in breve porta nei pressi della frazione Case Principi.
     Alla biforcazione che precede il ponte si procede dritti, tenendosi sulla destra. Ancora dritti trecento metri dopo, fino allo sterrato che entra nel fitto bosco (km 3,400).
     Il fondo compatto e la pendenza moderata consentono una progressione agevole, in un ambiente che risulta gradevole anche nelle giornate più calde.
     Al km 5,400 si segue il tornante sulla destra, ignorando la deviazione a sinistra, arrivando poi ad un incrocio 976 m (km 6,300): qui si prosegue dritti, lasciando a destra la laterale che va verso il Giogo di Giustenice.
     Su sterrata ora ampia e dall’andamento ondulato si continua ad acquistare quota, fino ad un pratone presso una cappelletta 1.155 m (km 8,600): si è qui all’interno della Foresta Barbottina, un’area demaniale di particolare pregio naturalistico.
    Passati in prossimità della vetta del monte Agnellino si valica il crinale uscendo sul versante a mare. Raggiunto uno spiazzo si apre lo splendido panorama dell’entroterra finalese prima di entrare nel fitto del bosco.
     In piano si raggiunge un cancello (km 12,800), superato il quale si scende velocemente al piazzale del Colle del Melogno 1.028 m (km 14,500); locanda.

dal Colle del Melogno (1.028 m – km 14,500) alla Colla di San Giacomo (796 m – km 29,200)
     Dal Colle si attraversano le mura del forte per scendere in direzione di Finale Ligure; superata la frazione Melogno si arriva ad un incrocio 934 m (km 16,000), in località Cà del Din: qui si svolta a sinistra, in leggera salita per poco meno di un chilometro.
     Giunti ad un crocevia 967 m (km 16,900) si tiene la destra, ancora in salita. Toccata la quota di 1.002 m slm (km 18,100) si scende velocemente su strada ampia alla chiesetta della Madonna della Neve 932 m (km 19,000); fontana.
     Il tracciato imbocca la sterrata che si addentra nel bosco, in direzione di Calice Ligure. Percorso un chilometro si prosegue dritti ad una biforcazione e alcune centinaia di metri oltre si piega a destra (km 20,500), seguendo la segnaletica per Cà dell’Alpe.
     Una successione di pendenze irregolari intervallate da tratti pianeggianti portano ad un bivio, ove si procede dritti e ad una biforcazione, presso un gabbiotto (608 m slm; km 22,500): qui si gira a sinistra, in salita.
     La carrareccia sale con andamento irregolare e con alcune brevi ma ripide rampe che obbligano a tempestivi interventi sul cambio.
     Usciti sulla provinciale la si segue in discesa per trecento metri fino alla deviazione (711 m slm; km 24,400) che si apre a sinistra per la Colla San Giacomo; segnaletica in loco.
     Inizia da questo punto un tratto di sedici chilometri interamente sterrato, nel mezzo di un fitto bosco, oltremodo gradevole grazie anche alla buona scorrevolezza. Superata una fontana si esce allo spiazzo della Colla San Giacomo 796 m (km 29,200), ove sorge una struttura adibita a rifugio.

dalla Colla di San Giacomo (796 m – km 29,200) a Pontinvrea (425 m – km 64,200)
     La Traversata prosegue verso destra, pressoché in piano inizialmente e quindi in discesa.
     Oltrepassata una laterale sulla destra si arriva ad un bivio 653 m (km 31,300), ove si tira dritti, lasciando sulla destra la deviazione per Cà de Gatti e Magnone.
     In pianura si attraversa la zona delle Tagliate fino al bivio della Colla del Termine 663 m (km 34,800) da cui si prosegue imboccando la carrareccia che scende sulla sinistra. La laterale verso destra sale invece verso il monte Baraccone e Roviasca.
     Il tratto discendente si chiude con un facile guado (km 36,300), andando poi a costeggiare il corso del Rio Consevola. Superata una casa isolata si continua fino all’inserzione nella provinciale Mallare-Altare (km 41,000).
     Dopo aver piegato verso destra si pedala su asfalto proseguendo dritti ad un bivio per superare poco oltre una breve risalita e scendere su Altare 393 m (km 43,700).

     Altare è storico centro di riferimento per l’industria del vetro, oggi in prevalenza a carattere artigianale; qui si trovano i laboratori degli artigiani e il Museo del vetro, una testimonianza importante anche sul piano culturale.
     Circa un chilometro a monte dell’abitato in direzione del Colle di Cadibona si trova la Bocchetta di Altare, il punto geografico che per convenzione separa le Alpi dagli Appennini.

     All’incrocio con la provinciale del Colle di Cadibona si gira a destra, verso il centro dell’abitato; percorsi duecento metri si svolta a sinistra, in direzione di Montenotte e Pontinvrea.
     Un bel saliscendi attraverso il bosco porta ad una evidente depressione (452 m slm; km 47,000): qui, lasciata a sinistra la deviazione per Ferrania si attacca una ripida rampa lunga poco meno di un chilometro per passare poi su terreno ondulato ancora ascendente, fino a toccare la quota di 643 m slm (km 50,500).
     Ampio il panorama sulla costa e l’immediato entroterra savonese.
     Al km 51,700 si passa davanti ad un ingresso della Riserva Naturalistica dell’Adelasia, che unitamente alla Collina del Dego costituisce un’area escursionistica molto frequentata, una rete di decine di chilometri di sentieri e sterrate attrezzati e segnalati.
     Una ennesima breve rampa porta il biker alla quota di 708 m slm, un bel diagonale panoramico da cui si scende in località Traversine, grande albero e imbocco del sentiero dell’Alta Via, e successivamente alla frazione Montenotte Superiore 659 m (km 53,500), in valle Erro.
     Subito dopo si è al bivio che a destra sale verso Naso di Gatto per poi raggiungere la città di Savona; si prosegue dritti, lungo uno scorrevole falsopiano attraverso il bosco per arrivare in località Ferriera di Montenotte 582 m (km 56,900), una frazione di Pontinvrea.
     Qui si stacca sulla sinistra la deviazione per la Collina del Dego, le frazioni Porri e Girini e la stessa Dego, in val Bormida. Dalla Ferriera si prosegue dritti per trecento metri deviando a destra lungo una stretta laterale che corre a fianco del torrente; rimanendo lungo la provinciale si arriva egualmente a Pontinvrea: una variante più breve e diretta rispetto al tracciato principale.
     Imboccata la laterale si percorrono alcune centinaia di metri in piano, affrontando in seguito una ripida rampa lunga circa mezzo chilometro e una breve discesa che porta ad un pianoro, presso un ponticello (km 58,900) che viene attraversato piegando al bivio verso sinistra.
     Si segue ora una stretta valletta attraverso il fitto bosco arrivando ad un bel laghetto presso il quale si trovano un’area di sosta e due fontane. Superato un ponte si risale brevemente per attraversare un piccolo agglomerato di case e giungere ad una biforcazione ove si tira dritti tenendosi appena sulla sinistra.
     Poche centinaia di metri e si esce sulla provinciale per il Giovo Ligure, svoltando a sinistra (km 63,7).
     Il breve rettilineo porta nel centro di Pontinvrea 425 m (km 64,200), all’altezza della piazza dove arriva anche la variante dalla Ferriera.

da Pontnvrea (425 m – km 64,200) a Sassello (384 m – km 80,000)
     Attraversato l’abitato si prende a destra alla biforcazione successiva, in falsopiano fino in località Pian Bottello, oltre la quale si supera una risalita di un chilometro fino ad un colletto (453 m slm; km 67,600).
     Sul versante opposto si scende in una ampia valletta correndo su terreno ondulato fino al paese di Mioglia 358 m (km 70,600).
     Dalla piazza, lasciata a sinistra la laterale per Pareto, si prosegue dritti in piano in direzione di Ponte Erro. Percorso mezzo chilometro, all’altezza di una chiesetta si svolta a destra seguendo la segnaletica per Carpenaro, in salita con pendenze irregolari e brevi rampe.
     Presa quota, si pedala pressoché in piano fino ad una bivio che viene superato sulla sinistra e solo cento metri dopo (km 73,000) in località Carpenaro si effettua un’inversione a sinistra.
     Qualche pedalata e si passa su sterrato, un fondo a tratti sconnesso e coperto di ciottoli, tenendosi quasi subito a destra ad un ulteriore bivio, in discesa. Con andamento ondulato si entra in una valletta aspra e rocciosa, alternando tratti allo scoperto ad altri nel bosco, fino ad una sorta di colletto (487 m slm; km 74,800).
     Da qui in avanti il terreno peggiora sensibilmente, segnato dai solchi creati dalle piogge, fino ad uno spiazzo (317 m slm; km 77,000): superato l’ampio ponte in legno su un affluente dell’Erro si supera una breve rampa oltre la quale si compie una inversione a sinistra per scendere ad un guado su fondo in cemento e risalire sulla sponda opposta presso un agglomerato di case diroccate, Case Erro.
     Tornati su asfalto (km 78,000) si sale fino ad un colletto (372 m slm) e quindi ad uno spiazzo presso un agriturismo, uscendo poco dopo all’inserzione nella provinciale Sassello-Acqui Terme, all’altezza di un albergo: tenendosi sulla destra si va a chiudere la tratta nella piazza di Sassello 384 m (km 80,000).

     Il paese, cui è stata attribuita la Bandiera Arancione per la qualità dell’aria, è una nota località turistica, a mezza strada tra Liguria e Piemonte, regioni dalle quali trae buona parte delle proprie tradizioni, in particolare gastronomiche. Sassello si trova nell’area del Parco Naturale del Beigua, classificato anche Geopark, di cui costituisce l’accesso privilegiato, dotato anche di un punto informazioni e di un museo presso il Palazzo Gervino che raccoglie reperti archeologici provenienti dall’area del Parco (qui una volta si trovava il mare).
     Direttamente accessibile da Sassello con un brevissimo raccordo è la Foresta della Deiva, visitabile con un percorso ad anello di una decina di chilometri.
 
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