5 Sassello - Masone - sitobici

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Liguria trekking mtb
Lunghezza: km 54,300
Ciclabilità: 92%
Sterrato: 44% km 23,600
Quota min: m 345
Quota max: m 1.156
Dislivello positivo: m 1.302
Dislivello negativo: m 1.291

Tappa 5

da Sassello a Masone
da Sassello (384 m – km 0) a Faje (484 m – km 22,500)
     Dalla piazza di Sassello si va in direzione di Albisola, passando davanti all’ingresso della Foresta della Deiva, una delle aree protette che fanno parte del Parco Naturale del Beigua.
     Superata la frazione Badani si prende quota poco alla volta attraverso il bosco, fino ai lunghi rettilinei che escono al Colle del Giovo Ligure 516 m (km 6,200).
     Passati sul versante a mare si scende all’incrocio con la provinciale che arriva da Pontinvrea; qui si tiene la sinistra, lanciati in una veloce discesa che al fondo presenta due strettissimi tornanti.
     Raggiunto il paese di Santa Giustina 345 m (km 9,200), una delle cinque frazioni del comune di Stella, all’altezza delle prime case si svolta a sinistra imboccando una stretta laterale che immediatamente dopo si biforca: qui si rimane ancora sulla sinistra, lasciando a destra una ripida rampa.
     Si percorre ora una valletta fino ad un nuovo bivio (km 10,400), ove si prende sulla destra in salita lasciando invece a sinistra la deviazione che porta ad un guado.
     Occorre ridurre opportunamente i rapporti per superare un chilometro su pendenza sostenuta per alzarsi ad un nuovo bivio, ove si prosegue dritti passando poi a pedalare su sterrato (km 11,800). Un breve tratto pianeggiante e la successiva risalita portano il biker ad un traverso ondulato e panoramico (524 m slm; km 13,000), con ampia vista verso l’entroterra albisolese ma sovrastati da un imponente impianto eolico.
     Usciti su uno spiazzo (km 14,800) si lascia a sinistra la strada di accesso al parco eolico e poche decine di metri dopo si imbocca sulla sinistra la carrareccia che entra nel bosco.        
     Sulla destra si notano una bacheca e la sterrata che sale dai pressi di San Martino di Stella.
     In leggera discesa si pedala su un fondo vario, a tratti cedevole a tratti duro e compatto, che traversa una valletta, Prati di Polzemola, ed esce sulla provinciale San Martino-Alpicella; qui (381m slm; km 17,300) si riprende su asfalto girando a sinistra, ormai in vista delle case di Alpicella.
     Al successivo incrocio si inverte la marcia per superare il breve strappo che esce sulla piazza di Alpicella 405 m (km 18,400), frazione di Varazze. Bar, ristoranti, alberghi.

     La località è base di partenza per escursioni verso la vetta del monte Beigua, da qui raggiungibile anche percorrendo una spettacolare salita di una decina di chilometri, vero banco di prova per scalatori.
     Alpicella è anche nota per il Riparo di Fenestrelle, un sito preistorico situato proprio in prossimità dell’uscita dalla sterrata proveniente da Santa Giustina, poco sotto la sede stradale. I reperti archeologici rinvenuti sono conservati nel Museo della frazione.

     Dalla piazza si pedala in piano in direzione di Faje, tenendosi sulla destra e nuovamente a destra alla biforcazione appena fuori dall’abitato. Si percorre ora il tratto di collegamento con il paesino di Faje, pochi chilometri attraverso il bosco con andamento ondulato che escono ad una sorta di colletto (467 m slm; km 21,300), buon punto panoramico verso la costa.
     Un breve passaggio in discesa per trovarsi ad un trivio presso una cappelletta: qui si prende la prima strada a sinistra in salita per raggiungere la chiesa di Faje 484 m (km 22,500); fontana sulla piazza.
     In prossimità della frazione, segnalata da un cartello, si trova la strada megalitica, un breve tratto di sentiero lastricato e protetto con massicce pareti, una tecnica costruttiva di stampo celtico.

da Faje (484 m – km 22,500) a Prariondo (1.096 m – km 31,500)
     Superata Faje si prosegue su asfalto per un chilometro continuando poi su una ampia sterrata che presenta alcuni tratti sconnessi.
     È questa una delle ascensioni preferite dai bikers che frequentano il Parco del Beigua, otto chilometri su fondo naturale che riservano anche spettacolari scorci panoramici. La prima parte è contrassegnata da una serie di tornanti, come pure la parte conclusiva, mentre il tratto centrale consiste in un diagonale molto aperto e, appunto, panoramico.
     Lungo il percorso si trova al km 29,100 una piccola sorgente che sgorga direttamente dalla roccia; è veramente difficile notarla, appena in basso sulla sinistra: il miglior riferimento è un evidente dosso col fondo in cemento.
     Ormai in quota si passa alle pendici del monte Sciguello prima di attraversare ampi pratoni e raggiungere il rifugio di Prariondo 1.096 m (km 31,500).

     Da Prariondo è possibile raggiungere la vetta del monte Beigua, a 1.287 metri slm, percorrerendo i due chilometri su asfalto, in buona parte evitabili seguendo il sentiero che corre quasi parallelo alla strada.
     Sulla cima si trovano il Santuario della Regina Pacis ed un albergo-ristorante, ma anche un bosco fatto di ripetitori.
     La salita alla vetta non viene qui conteggiata in termini di distanza, rimanendo Prariondo il riferimento utile per la Traversata.

da Prariondo (1.096 m – km 31,500) a Masone (395 m – km 54,300)
     Il tracciato del trekking segue da Prariondo, spalle al rifugio, la panoramica sterrata percorsa anche dall’Alta Via che attraversa il pianoro con andamento ondulato, passando in prossimità della Cappella degli Alpini per arrivare al bivio di Bric Resunnou (1.092 m; km 33,300).
     Qui, lasciati a destra il sentiero che sale alla vetta del monte Rama e quello che si apre davanti in discesa verso Lerca, si gira a sinistra per il monte Argentea (segnaletica). Inizia qui un primo tratto non ciclabile o comunque ciclabile a tratti, su sentiero sconnesso che tende leggermente a salire.
     Usciti su un colletto 1.156 m (km 34,100) in prossimità del Bric Damè si riprende a pedalare seguendo la curva del sentiero verso destra.
     Entrati nel bosco, si affronta in discesa un nuovo tratto non ciclabile lungo circa mezzo chilometro che termina in una depressione, da cui si riprende in salita, alternando passaggi ciclabili ad altri inadatti alla mountain-bike.
     Questa alternanza è la caratteristica che il sentiero presenta fin quasi al Faiallo, un rallentamento della progressione che tuttavia permette di godere appieno uno dei passaggi di crinale più spettacolari della Liguria, con vista che spazia dall’arco alpino alla Corsica.
     Passati nei pressi del ricovero di Cima del Pozzo (km 35,200) si continua su un accentuato saliscendi che al km 36,400 raggiunge un bivio: a destra si scende verso il rifugio di Padre Rino mentre la Traversata continua dritta su per una breve risalita che porta alla deviazione per il rifugio dell’Argentea, visibile sulla destra.
     La costruzione sorge su un poggio panoramico ed è dotata di un locale di emergenza.
     Proseguendo dritti si supera poco oltre una biforcazione sempre mantenendo la direzione, giungendo ad un bivio (1.112 m slm; km 38,800): qui si devia a sinistra, in discesa, lasciando il sentiero che continua verso il monte Reixa. Alternando passaggi ciclabili e non si entra nel fitto bosco fino ad uno spiazzo dove sorgono due case isolate; si piega verso destra in piano e poi nuovamente in salita uscendo in prossimità dell’albergo Faiallo (1.049 m slm; km 40,400). Su asfalto si costeggia un’ampia area picnic andando ad incrociare la provinciale che sale da Urbe.
     All’inserzione (km 40,600) si gira a destra per il Passo del Faiallo 1.055 m (km 41,100). Il valico segna anche il limite tra le province di Savona e di Genova.

     In discesa si raggiunge una depressione (945 m slm; km 42,700) da cui si risale con una ripida rampa che riporta il biker alla quota di 1.025 m slm (km 43,900), proprio sotto la caratteristica cima del monte Dente.
     Da qui non rimane che la lunga discesa fino a Masone, veloce e panoramica, interrotta solo da un falsopiano di poche centinaia di metri all’altezza del km 47,100.
     Superato il Sacrario si arriva al bivio per la Cappelletta (km 50,000): si gira a sinistra e immediatamente dopo a destra, imboccando la sterrata che entra nel bosco.
     La carrareccia supera il crinale e passa sul versante della valle Stura, proseguendo dritti al bivio che si incontra poco oltre. In discesa si va ad incrociare la strada asfaltata che dal passo del Turchino scende ad Acquasanta e Genova Voltri: da questo punto (km 51,200) la Traversata piega verso sinistra.
     Poche pedalate e si va ad inserirsi nella provinciale della valle Stura, all’altezza della galleria del Turchino. Dopo aver svoltato a sinistra si scende per andare a chiudere la tratta nel centro di Masone 433 m (km 54,300).
 
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