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Archivio ciclo

Dalla Riviera alla val Fontanabuona

Località di partenza/arrivo: Recco (GE) m 5 slm
     Lunghezza totale: km 66,1
     Percorrenza totale in salita: km 23,0
     Dislivello positivo: m 1.525
     Quota min: m 5 slm
     Quota max: m 627 slm
     Accesso stradale: uscita al casello di Recco della A12 Genova-Livorno.
     Accesso ferroviario: Recco si trova lungo la linea Genova-Livorno.
     Partenza: l'itinerario ha inizio dal parcheggio presso il lungomare.
da Recco (5 m - km 0) a Pian dei Ratti (77 m - km 30,4)
dislivello positivo m 874
     Dal parcheggio si esce alla rotonda svoltando subito a destra in direzione di Camogli, su per una breve rampa a senso unico che dopo circa duecento metri confluisce nella provinciale che unisce Recco a Camogli, questa a doppio senso.
     Da Recco a Camogli l’abitato non ha praticamente soluzione di continuità, ma a tratti lo sguardo si apre comunque sul golfo del Tigullio e il promontorio di Portofino, due autentiche perle del Levante ligure.

     Appena prima di entrare nel centro di Camogli si imbocca sulla sinistra (km 1,3) la strada che sale leggermente, di fatto una sorta di circonvallazione; verso destra si stacca invece la discesa che porta sul lungomare e sul porto.
     Superato proseguendo dritti l’incrocio al km 2,1 si sale fino alla intersezione con la via Aurelia, svoltando a destra per il valico della Ruta 257 m [km 5,3], all’altezza di un crocevia: sulla destra si diparte la deviazione per la frazione San Rocco, punto di confluenza di vari sentieri che si intrecciano sul monte di Portofino; dritti si attraversa la breve galleria di valico in direzione di Rapallo; l’itinerario svolta invece a sinistra, ancora brevemente in salita, passando davanti alla millenaria chiesetta di San Martino, posizionata su di uno splendido colletto panoramico [283 m; km 5,9].

     La strada punta ora verso l’interno in direzione di Rapallo, in discesa a toccare la frazione San Martino di Noceto [km 7,2] prima di arrivare al fondo, in pianura, alla periferia di Rapallo. Superati un primo incrocio e la deviazione per l’antica abbazia di Valle Christi, si arriva alla rotonda presso il casello autostradale e ancora poco oltre ad un terzo incrocio: in tutti i casi si prosegue dritti.
     Ormai nell’abitato si supera un sottopasso [km 12,2] e un chilometro dopo si attraversa un semaforo uscendo sul lungomare, che viene percorso piegando appena sulla sinistra.
La serie di incroci e rotonde registra al km 13,7 la svolta a sinistra per uscire dal lungomare e subito dopo una ennesima rotonda cui fa seguito il sottopasso della ferrovia.
     Costeggiando un piccolo corso d’acqua si arriva ad un ponte: dopo averlo attraversato ed essere passati sulla sponda opposta si tiene la destra imboccando via Betti, uscendo dall’abitato.

     La strada prosegue scorrevole fino al km 15,1 [quota 36 m] quando comincia a prendere quota con pendenza dapprima moderata e via via più sostenuta, con una continuità che richiede un buon impegno.
     Superata la frazione San Maurizio dei Monti una serie di alcuni tornanti porta il ciclista ad una [379 m; km 21,3): lasciata sulla destra la laterale per il Santuario di Montallegro (al Santuario km 2,8 e un dislivello di circa 200 metri), si continua dritti.
     Con un ultimo tratto nel bosco si esce infine al colle della Crocetta 601 m (km 23,9) da cui, superato lo spartiacque, si scende ora in val Fontanabuona.

     Oltrepassata la deviazione a sinistra per Dezerega e Cicagna, una variante breve all’itinerario, si affronta la veloce ma tortuosa discesa la frazione Coreglia Ligure per arrivare sul fondovalle in località Pian dei Ratti.
     Passati davanti al municipio di Coreglia Ligure e attraversato il ponte sul torrente Lavagna si esce all’inserzione con la provinciale della val Fontanabuona [77 m; km 30,4].

da Pian dei Ratti [77 m - km 30,4] a Recco [5 m - km 66,1]
dislivello positivo m 651
     All’innesto si gira a sinistra, pedalando lungo lo scorrevole fondovalle ove si incontrano l’uno dopo l’altro i centri di Monleone [km 32,5], Cicagna (km 33,8), Ferrada (km 36,7) e quindi Gattorna 157 m (km 39,5).
     Qui si devia a sinistra seguendo la segnaletica per Uscio, attraversando nuovamente il ponte sul Lavagna. Inizia ora la seconda parte dell’itinerario, quella che si può defi nire di ritorno, che supera nuovamente il crinale spartiacque ma, prima di scendere su Recco, riserva una breve ma panoramicissima appendice.

     Passati sulla sponda opposta si attacca la bella salita nel bosco, pedalabile senza particolare impegno ma da gestire risparmiando energie, sapendo che il dislivello da superare fino a Case Cornua è di quasi 500 metri.
     Superato il bivio per la frazione Garbarini si toccano le case di Cassanesi, tralasciando poi le laterali per Tribogna e per Pian dei Preti. Arrivati al termine di questo primo tratto di salita ad un colletto, alla quota di 488 m slm [km 46,3], si scende poi al colle Caprile 456 m [km 47,5].

     All’incrocio si lascia sulla sinistra la strada verso Uscio e Recco, una comoda variante interamente in discesa, per svoltare a destra e, dopo aver attraversato la frazione Calcinara, prendere subito dopo sulla sinistra la deviazione [km 48,2] per il monte Fasce.
     Nuovamente in salita si raggiunge un colletto 627 m [km 50,1] ove sorge una Cappella degli Alpini, meraviglioso punto di osservazione sul Levante ligure, da cui si scende in poche centinaia di metri alla locanda di Case Cornua 610 m.

     Avviene qui lo scollinamento, con il passaggio sul versante meridionale del crinale; imboccata sulla sinistra una stradina (attenzione alla fortissima pendenza iniziale e al tornantino che si incontra immediatamente dopo) si taglia il fianco del monte Cornua, perdendo rapidamente quota.
     Raggiunto un bivio al km 53,4 si lascia sulla sinistra la strada che prosegue verso le frazioni Sussisa e Capreno per deviare sulla destra in direzione delle località Levà e Canepa, continuando a pedalare lungo un panoramico diagonale.
     A partire dal km 54,9 riprende la discesa e in rapida successione si toccano le località Levà e Canepa, fino alla frazione Lago [km 59,3], quasi al termine della discesa. Superata anche la congiunzione con la variante che passa per Sussisa e Capreno si entra nel centro di Sori, all’altezza di un ponte [14 m; km 61,8].

     Una breve rampa porta all’incrocio con la via Aurelia: dopo aver svoltato a destra si attraversa il ponte che sovrappassa l’abitato di Sori e si attacca che è l’ultima asperità del tracciato, uno strappo di 800 metri da affrontare con rapporti corti e ritmi di pedalata regolari.
     Al termine, ad una quota di 83 m, un tratto pianeggiante e una velocissima discesa intervallata da un brevissimo tratto appena ascendente riportano nel centro di Recco 5 m (km 66,1).
 
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