53_Dego - sitobici

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Cicloturismo

Anello del buongustaio

Località di partenza/arrivo: Dego (SV) m 302 slm
     Lunghezza totale: km 128,0
     Percorrenza totale in salita: km 41,0+
     Dislivello positivo: m 1.768+
     Quota min: m 163 slm
     Quota max: m 832 slm
     Accesso stradale: dal casello di Altare lungo la A6 Torino-Savona si percorre la val Bormida in direzione di Acqui Terme, superando le località di Carcare e Rocchetta Cairo.
     Accesso ferroviario: Dego si trova lungo la linea Savona-Acqui Terme-Ovada.
     Partenza: dal piazzale nel centro del paese, davanti alle scuole.
da Dego [302 m - km 0] a Cortemilia [259 m - km 31,0]
dislivello positivo m 365
     Si esce dalla piazza piegando a sinistra all’inserimento nella provinciale, attraversando l’abitato. Raggiunto l’incrocio [km 1,7] con la variante che passa all’esterno di Dego si piega a destra, in direzione di Spigno Monferrato e di Acqui Terme.

     Un lungo rettifilo alberato ed un breve dislivello portano ad un colletto 332 m, da cui si scende alla frazione Borgo, nei pressi del bivio per il Fungo, caratteristico fenomeno di erosione naturale. È questa la zona dei cosiddetti calanchi, tipici rilievi dove più evidente è l’effetto erosivo delle acque piovane.
     Al termine della breve discesa si entra nel paese di Piana Crixia 287 m [km 6,3]; attraversato l’abitato si arriva ad un incrocio con rotonda: qui si devia a sinistra in direzione di Cortemilia.

     La strada prosegue ora in piano costeggiando il limite del Parco Naturale di Piana Crixia, fino al km 10,0, ove ha inizio il tratto in salita.
     La pendenza si rivela subito impegnativa, accentuata da alcuni stretti tornanti che inducono il ciclista a ricorrere ai rapporti più corti, anche considerando quello che è lo sviluppo dell’intero percorso. Superata una fonte al km 14,7 si esce in località San Massimo 622 m [km 15,0] dove ha termine l’ascesa.

     Ormai in quota, si pedala in piano passando il confine tra Liguria e Piemonte per entrare in provincia di Cuneo; al km 16,2 si lascia sulla sinistra il bivio per il Santuario del Todocco proseguendo lungo un ampio e scorrevole semicerchio che offre anche una splendida vista panoramica sulle Alpi.
     La discesa verso il fondovalle, molto veloce e ricca di curve, acquista pendenza poco alla volta; dopo il bivio per il paese di Gorrino [km 23,0] si arriva all’intersezione con la provinciale della valle Uzzone [km 27,5]: all’incrocio si piega a destra in direzione di Alba.
     Poche pedalate per superare le case della frazione Valle ed arrivare a Cortemilia 259 m [km 31,0], paese noto per la produzione di nocciole e dolciumi di pregiata qualità.

da Cortemilia [259 m - km 31,0] a Santo Stefano Belbo [176 m - km 59,4]
dislivello positivo m 335+
     Attraversato l’abitato, alla biforcazione si piega a destra per Acqui Terme, dapprima in piano e poi su per una breve rampa fino ad un ulteriore bivio [km 34,0]: qui si tiene ancora la destra, in discesa, sempre seguendo le indicazioni per Acqui. I successivi chilometri corrono via veloci, costeggiando il corso del ramo di Millesimo della Bormida.

     In questa parte del tracciato il ciclista si troverà a pedalare alternativamente tra le province di Cuneo e di Asti, passando più volte dalla val Bormida alla valle Belbo.

     Raggiunto il paese di Vesime 224 m [km 39,0] si ignora il bivio per Roccaverano e, circa un chilometro dopo, quello per Santo Stefano Belbo [km 40,3; vedi nota al km 53,4], continuando lungo il fondovalle fi no alla frazione Quartino [km 45,7].
     Qui si imbocca sulla sinistra la strada che prende a salire in direzione di Loazzolo: la pendenza si fa sentire e richiede l’uso di rapporti adeguati.

     Superate le case di Loazzolo si arriva al km 50,5, alla quota di 509 m slm: si gira a sinistra ancora in salita per un brevissimo tratto e quindi lungo un falsopiano appena ascendente. Magnifico panorama sulle colline delle Langhe.
     Alla biforcazione del km 51,5 si continua dritti, fi no a toccare la quota di 559 m slm prima di iniziare a scendere verso la valle del Belbo.
     Una nuova deviazione, questa volta a sinistra al km 53,2 quindi si va subito dopo ad un incrocio [km 53,4] ove si tiene la destra (a questo punto si ha la confl uenza con la variante che si è incontrata al km 40,3 presso il paese di Vesime).

     La discesa, molto veloce e spettacolare ma con alcune curve che impongono bruschi rallentamenti, termina al fondo della valle Belbo: all’incrocio si tiene la destra per arrivare un chilometro dopo sulla piazza del mercato di Santo Stefano Belbo 176 m [km 59,4].
     Si è qui nella Langa astigiana, zona di produzione di vini di rinomata qualità, ma Santo Stefano è anche noto per aver dato i natali a Cesare Pavese.

da Santo Stefano Belbo [176 m - km 59,4] a Roccaverano [832 m - km 89,6]
dislivello positivo m 925+
     Dalla piazza, semaforo, si piega a destra e poco oltre a sinistra su per una brevissima gobba che porta fuori dall’abitato. Al termine del rettifilo si individua sulla sinistra la casa natale di Cesare Pavese e alla rotonda si tiene la destra, continuando in piano; pochi scorrevoli chilometri e si entra in Canelli 163 m.

     Percorso il viale alberato che porta nel centro dell’abitato si supera un primo semaforo, quindi al secondo si gira a destra, attraversando il ponte [km 64,4]. Al fondo del rettilineo si tiene la sinistra e circa 100 metri dopo si gira a destra (passaggio a livello: attenzione ai binari disassati).
     Usciti dall’abitato si aff ronta la salita verso Cassinasco, con un primo chilometro leggermente più impegnativo, tra le colline e i vigneti che costituiscono l’ambiente tipico delle Langhe.

     Raggiunto Cassinasco 447 m [km 69,5] si passa sul versante valbormidese, prendendo velocità giù per una bellissima discesa costellata di curve; al fondo [km 73,8] si gira a sinistra per Monastero Bormida, lasciando a destra la deviazione per il vicino paese di Bubbio.

     Si pedala ora in piano lungo la strada Astesana, raggiungendo in breve Monastero Bormida 191 m [km 76,4]: dalla piazza del paese si imbocca a destra la rampa in discesa che passa all’esterno del centro strorico, dominato dal castello di epoca feudale. Piegando verso destra si costeggia per un centinaio di metri il corso della Bormida, che viene attraversata sull’antico ponte, il cui fondo in pietra provoca fastidiose sollecitazioni al manubrio.
     Usciti sulla sponda opposta si riprende la Astesana, proseguendo verso destra [km 77,0].

     La strada prende ora quota progressivamente, con pendenza inizialmente più sensibile ed in seguito con un saliscendi ben pedalabile; ad una biforcazione si tiene la destra attraversando un ponte per continuare lungo un tratto ancora scorrevole ma ricco di curve.
     A partire dal chilometro 84,5 la salita riprende, sia pure con pendenza irregolare.

     Si nota qui la presenza dei caratteristici calanchi, un aspetto tipico delle Langhe. Superato il bivio per Vesime e San Giorgio, ormai abbastanza in quota, si può ammirare dall’alto lo splendido panorama delle colline langarole, mentre si attraversa la zona di produzione dei famosi formaggi.

     Raggiunto il cimitero di Roccaverano si prosegue ancora in leggera salita fino ad uno spiazzo [832 m; km 89,6], a cavallo del crinale spartiacque tra i due rami della Bormida, rispettivamente di Spigno e di Millesimo.

da Roccaverano [832 m - km 89,6] a Dego [302 m - km 128,0]
dislivello positivo m 143
     Effettuata una conversione a sinistra, si scende in direzione di Mombaldone affrontando una serie di tornanti; terminata la discesa e superata una frazione di poche case, si lascia sulla destra la strada che continua a scendere verso Mombaldone (variante: vedi nota al chilometro 106,0) per imboccare sulla sinistra la salita che porta verso Denice.
     Poco meno di un chilometro e si esce sull’ampio crinale, all’altezza della Torre Vengore 695 m [km 93,2], antica postazione di avvistamento, di recente restaurata.

     Subito dopo si continua dritti, scendendo al paese di Denice 387 m [km 99,5] e, attraversato un passaggio a livello, a Montechiaro Piana 189 m [km 103,5], ormai sul fondovalle della Bormida di Spigno.
     All’intersezione con la provinciale si gira a destra, uscendo dall’abitato.
     Circa due chilometri dopo si deve attraversare una galleria priva di illuminazione, lunga 100 metri: fare attenzione. Per particolari effetti di luce la visibilità è talvolta davvero ridotta e il pericolo è di non essere visti dalle auto in arrivo alle spalle.

     Subito dopo si trova il bivio [km 106,0] dove arriva la variante che passa per Mombaldone: si continua dritti superando una brevissima rampa. La strada prosegue con andamento a saliscendi, mantenendo una buona scorrevolezza: separati da pochi chilometri si incontrano gli abitati di Spigno Monferrato 250 m, Merana 254 m, Piana Crixia 287 m [km 121,7], dove si chiude l’anello piemontese.

     Rimane il breve tratto ligure dell’itinerario, già noto, ricordando di seguire alla rotonda che si incontra al km 126,3 la segnaletica per Dego, evitando di entrare nella galleria della variante (si esce dalla provinciale deviando una prima volta a destra e subito dopo piegando a sinistra).
     Il passaggio finale corre al riparo del fitto bosco e riporta il ciclista a Dego 302 m [km 128,0].
 
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