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Archivio ciclo

Le sorgenti dell'Aveto

Località di partenza/arrivo: Carasco (GE) m 43 slm
     Lunghezza totale: km 62,7
     Percorrenza totale in salita: km 21,0+
     Dislivello positivo: m 931
     Quota min: m 43 slm
     Quota max: m 912 slm

     Accesso stradale: da Chiavari, casello della A12 Genova-Livorno, si va in direzione di Piacenza per sette chilometri.
     Partenza: l'itinerario ha inizio da piazza Umberto I.
da Carasco [43 m - km 0] al passo della Forcella [887 m - km 25,8]
dislivello positivo m 844
     Usciti sulla principale si piega verso destra alla rotonda che si incontra appena fuori dal paese, in direzione di Santo Stefano d’Aveto. I primi facili chilometri costeggiano da presso il corso del torrente Sturla, prendendo quota con una serie di brevi dislivelli intervallati da tratti pianeggianti o addirittura in discesa, fino a Borgonovo 102 m [km 6,5], da cui si prosegue a sinistra alla biforcazione entro il paese.

     Dalla biforcazione si stacca sulla destra la bellissima salita al crocevia del passo del Bocco, ove convergono le direttrici provenienti ripettivamente da Varese Ligure, Bedonia e Borzonasca, quest’ultima attraverso il passo del Ghiffi.

     Da Borgonovo pochi facili chilometri in leggera pendenza portano il ciclista a Borzonasca 167 m [km 10,0].

     Da questa località l’itinerario va ad affrontare la salita al passo della Forcella, una ascesa lunga poco meno di 16 chilometri con un dislivello di 720 metri, per una pendenza media pari al 4,6%, ma proprio quest’ultimo dato risulta il meno realistico. In realtà il primo chilometro è piuttosto impegnativo e richiede rapporti corti e ritmi regolari, mentre i chilometri finali sono poco più di un panoramico falsopiano. Il tratto centrale, oltretutto al riparo del bosco, si presenta più costante e comunque pedalabile con buona progressione.

     Da Borzonasca è possibile raggiungere il valico della Forcella seguendo un itinerario alternativo (con alcune possibili varianti che qui non vengono descritte per non complicare eccessivamente e inutilmente la nota), un bel tracciato attraverso un fitto bosco consigliabile però ai ciclisti che abbiano dimestichezza con pendenze severe. L’attacco di questa variante, poco più di due chilometri, è caratterizzato da una pendenza sostenuta, appesantita anche da alcuni stretti tornanti. In seguito la salita si presenta irregolare, alternando anche brevi passaggi in leggera discesa.

     Curiosamente la lunghezza è esattamente la medesima della provinciale ma, a parità di dislivello, la presenza di tratti in discesa e in pianura depone per una pendenza media dei chilometri di salita maggiore della provinciale. Nel corso di questa variante si incontrano le frazioni Levaggi, Recroso e Belpiano; in quest’ultima località si trovano una trattoria e un Parco Avventura.

     Usciti al valico della Forcella 887 m [km 25,8], area di sosta appena dopo il colle, si passa sul versante della val d’Aveto, iniziando a scendere.

dal passo della Forcella [887 m - km 25,8] al passo della Scoglina [912 m - km 35,7]
dislivello positivo m 87
     La breve ma divertente discesa ed il successivo piano portano al bivio di Parazzuolo 825 m: lasciata la provinciale che prosegue verso Rezzoaglio e Santo Stefano d’Aveto, si gira a sinistra per risalire una valletta molto aperta in cui scorre un ramo dell’Aveto.

     Superata la frazione Priosa (trattoria; fontana nel centro dell’abitato) si prosegue lungo uno scorrevole falsopiano appena ascendente che tocca la frazione di Sbarbari ed arriva al passo della Scoglina 912 m [km 35,7], valico di collegamento tra le valli Fontanabuona e Aveto.

     Qui giunge anche la laterale che si stacca dalla val Trebbia all’altezza di Montebruno e supera il crinale in prossimità del paese di Barbagelata.
     Un cartello segnala proprio in questo luogo le sorgenti dell’Aveto; nei pressi si trova un’area di sosta, un’occasione per godere anche dello splendido panorama.

dal passo della Scoglina [912 m - km 35,7] a Carasco [43 m - km 62,7]
dislivello positivo nullo
     Dal colle, lasciata sulla destra la deviazione per Montebruno e la val Trebbia, si affronta la veloce ed entusiasmante discesa verso la valle del Malvaro. La pendenza ed alcuni rettilinei consentono di toccare velocità elevate, ma occore fare attenzione ad alcuni tornanti; inoltre verso il fondo la carreggiata si restringe ed anche le curve tendono a chiudersi.

     Raggiunto il paese di Favale di Malvaro 283 m [km 44,2], fontana sulla destra all’ingresso nell’abitato, si pedala ancora in leggera discesa rimanendo alla destra del corso d’acqua.
     Superato il bivio per Lorsica, centro noto per la lavorazione artigianale dei damaschi, si arriva a Monleone 67 m [km 51,3], frazione di Cicagna.
     All’incrocio con la provinciale della val Fontanabuona si gira sulla sinistra per completare in scioltezza gli ultimi chilometri che costeggiano il corso del torrente Lavagna e riportano il ciclista a Carasco 43 m [km 62,7).

     A Belpiano si trovano un Centro Turistico Sportivo e un ostello ricavato dalla ristrutturazione dell’antica canonica.
     L’Indian Forest, uno dei primi esempi del genere in Italia, è realizzato all’interno di una splendida pineta nel pieno rispetto degli alberi e dell’ambiente naturale. Evoluzioni sospesi nel vuoto, passeggiate su corde, arrampicate, salti e tirolesi, il tutto nella massima sicurezza e su vari livelli, diversificati a seconda delle capacità di ognuno.
 
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