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Archivio ciclo

Val Bormida, val Pennavaire, val Tanaro

Località di partenza/arrivo: Bardineto (SV) 711 m slm
     Lunghezza: km 96,700
     Dislivello positivo: m 2.016
     Percorrenza totale in salita: km 39,000
     Quota min: m 81
     Quota max: m 1.379
     Accesso stradale: uscita al casello di Millesimo della A6 Torino-Savona. Si risale la val Bormida fino a Bardineto (da Millesimo 29 chilometri).
     Partenza: l'itinerario ha inizio dal parcheggio presso la chiesa ed il municipio di Bardineto.
     Anello di ampio respiro tra Liguria e Piemonte alla scoperta delle valli Bormida, Pennavaira e Tanaro.
     Il tracciato si rivela ben pedalabile e scorrevole malgrado si debbano affrontare tre valichi: lo Scravaion, il Capràuna e il Quazzo.
     Se interpretato in chiave prettamente turistica, il percorso dà modo di effettuare brevissime deviazioni per visitare i centri storici di Castelvecchio, Zuccarello, Cisano, Colletta di Castelbianco, Ormea, Garessio.

da Bardineto (711 m – km 0) a Martinetto (81 m – km 21,700)
dislivello positivo m 103 – dislivello negativo m 733
     Dalla piazza del municipio si prende la stradina in discesa che va ad incrociare la provinciale che passa all’esterno dell’abitato; all’incrocio si va a sinistra in piano.
     Superato un ponticello si arriva ad una rotonda, nei pressi del campo sportivo e del cimitero (km 0,500): si prosegue dritti, in direzione del Colle Scravaion, oltrepassando subito dopo le segnalazioni per la chiesa di San Nicolò, visibile poco più in alto sulla sinistra.
     La chiesa, monumento nazionale, contiene un pregevole ciclo di affreschi ed è visitabile contattando il locale punto di informazioni turistiche.

     Si pedala in pianura per un buon tratto fino al ponte sulla Bormida (km 2,200), per iniziare poi a salire attraverso il bosco su pendenza moderata. Una bella serie di curve porta il ciclista al valico dello Scravaion (m 814 slm; km 4,800), alle pendici della Rocca Barbena e sul crinale che separa le valli della Bormida dall’entroterra di Albenga.

     Passati sul versante a mare si pedala in discesa lungo la provinciale facendo attenzione ad alcune curve molto strette ed alla sede stradale ridotta fino ad uno slargo (m 449 slm; km 12,500), a monte dell’abitato di Castelvecchio di Rocca Barbena.
     Lasciata sulla sinistra la deviazione per Vecersio, Balestrino e Toirano si piega a destra rimanendo all’esterno del borgo, lungo la discesa che con due spettacolari tornanti arriva all’incrocio con la provinciale del Colle San Bernardo di Garessio (km 15,900).

     Si gira a sinistra, ancora in discesa per raggiungere il fondovalle all’altezza di Zuccarello (m 137 slm; km 18,800); passati all’esterno del borgo medievale si continua in falsopiano fino all’incrocio in località Martinetto (m 81 slm; km 21,700).
     Martinetto è frazione di Cisano sul Neva, borgo e castello di epoca medievale, al limite della Piana di Albenga e all’imbocco della val Pennavaira o Pennavaire.

da Martinetto (81 m – km 21,700) a Garessio (579 m – km 74,000)
dislivello positivo m 1.298 – dislivello negativo m 800
     Dopo aver svoltato a destra si inizia la lunga risalita della val Pennavaira, scorrevole nei primi chilometri e in seguito più impegnativa.
     Si pedala costeggiando il corso del Rio Pennavaire superando le frazioni Teccio e Magliocca per arrivare ad un bivio (km 27,800) ove si prosegue dritti.
     La laterale che si stacca sulla destra porta con un ampio semicerchio panoramico ai paesi di Vesallo, Veravo, Oresine e alla Colletta di Castelbianco, per tornare poi sulla provinciale di fondovalle.
     La deviazione è lunga sei chilometri e comporta un ulteriore dislivello di poco più di un centinaio di metri, ma ripaga ampiamente dello sforzo aggiuntivo.

     Superato il bivio si arriva in breve all’uscita dalla deviazione (m 208 slm; km 28,600), continuando su pendenza modesta fino all’abitato di Nasino (m 321 slm; km 31,400).
     Da qui in avanti la pendenza aumenta sensibilmente, mentre ci si alza sul corso del torrente e si entra nel bosco.
     Passato il bivio per la frazione Vignolo e il Colle del Prione (bella salita sterrata in ambiente insolitamente roccioso) si attraversa il confine regionale entrando in Piemonte, in provincia di Cuneo.
     La strada disegna ora due ampi tornanti per arrivare al paese di Alto (m 652 slm; km 37,000), continuando a prendere quota con una serie di curve fino al bivio (m 817 slm; km 39,200) per la chiesetta della Madonna del Lago.
     La deviazione sale in 2,5 chilometri ai mille metri del santuario, un’area attrezzata come punto di sosta per gli escursionisti e che comprende un rifugio di emergenza ed una fontana. Il lago è una perla da non perdere.

     Superata una buia galleria lunga 80 metri e poco oltre la frazione Case Sottane (bivio per la valle Arroscia) si arriva al paese di Capràuna (m 954 slm; km 43,400).
     Ormai in quota si percorrono gli ultimi chilometri per uscire al Colle Capràuna (m 1.379 slm; km 50,100), sul crinale che separa la val Pennavaira dalla val Tanaro.
     Appena prima di arrivare al valico si stacca sulla destra una sterrata che porta ad un rifugio escursionistico, base di appoggio per i frequentatori dei sentieri e per gli arrampicatori.

     Passati sul versante opposto si affronta la ripida discesa, ricca di curve e tornantini, che dopo circa un chilometro tocca il Passo di Pralè (sterrata sulla sinistra che scende al Colle di Nava) e continua poi fino al km 56,200, in corrispondenza del bivio per la frazione Pralè.
     Percorso un tratto di quattrocento metri in leggera salita si arriva in località Cappelletta di Pralè (km 56,600), da cui si riprende a scendere per raggiungere il fondovalle all’altezza della frazione Cantarana (m 783 slm; km 58,500).

     Si segue la scorrevole provinciale della val Tanaro per arrivare in pochi chilometri ad Ormea (m 739 slm; km 62,000), località turistica da cui si dipartono numerosi sentieri che raggiungono i rilievi della zona, all’interno del Parco Naturale delle valli Pesio e Tanaro.
     Questi chilometri permettono di tirare rapporti lunghi e portano rapidamente al bivio per la Valdinferno e subito dopo a Garessio (m 579 slm; km 74,000), stazione turistica attrezzata anche per gli sport invernali.

da Garessio (579 m – km 74,000) a Bardineto (711 m – km 96,700)
dislivello positivo m 615 – dislivello negativo m 483
     All’uscita dall’abitato si piega a destra per attraversare la linea ferroviaria e compiere un ampio semicerchio che porta ad un incrocio con rotonda: qui si devia a sinistra per il Colle del Quazzo e Calizzano.
     Iniziata la salita si arriva in breve al santuario di Valsorda (m 657 slm; km 78,000), quindi, superata sulla sinistra una biforcazione, si continua attraverso il bosco su pendenza irregolare che tende ad incrementarsi in corrispondenza di alcuni stretti tornanti.
     Usciti al Colle del Quazzo (m 1.130 slm; km 82,600) si passa sul versante della val Bormida, iniziando la veloce discesa caratterizzata da una serie di strette curve ravvicinate.
     Percorsi poco più di tre chilometri la pendenza si attenua ed anche la strada diviene più scorrevole.

     Al fondo si esce in frazione Pasquale di Calizzano (m 647 slm; km 90,200): all’incrocio si gira a destra per attraversare l’abitato e trovarsi ad una rotonda.
     Dopo aver piegato a destra si pedala in falsopiano per andate a toccare la frazione Mereta e chiudere l’anello a Bardineto (m 711 slm; km 96,700).
 
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