Bardineto Sassello testo - sitobici

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Liguria trekking ciclo
dal km 0 (Bardineto) al km 33,500 (Osiglia)
     L’itinerario ha inizio dal parcheggio nei pressi del municipio e della chiesa, in direzione di Calizzano. Percorse poche centinaia di metri ci si inserisce nella provinciale di fondovalle, uno scorrevole falsopiano che taglia gli ampi pratoni dell’alta valle, tocca la frazione Mereta e porta rapidamente il trekker a Calizzano 647 m [km 6,000].
     Alla rotonda si prosegue dritti, lasciando sulla destra la deviazione per il colle del Melogno, per attraversare il lungo viadotto che passa all’esterno dell’abitato.
     Superate le poche case della frazione Caragna si arriva ad una biforcazione [km 10,000], in località Caragnetta: qui si svolta a destra, mentre il ramo che prosegue dritto sale verso il colle dei Giovetti e la val Tanaro.
     Ancora un breve tratto e si arriva alla frazione Riofreddo, dove si trova la Ferriera di Murialdo.
     Il piccolo agglomerato è raccolto sulla sponda opposta della Bormida, con la Ferriera appena oltre il ponte e la piccola borgata circa un chilometro più a monte. Qui è stato aperto nel 2002 il museo del C’era una volta, che espone oggetti e documenti della piccola comunità che gravitava attorno alla ferriera stessa.
     I chilometri corrono via uno dopo l’altro e raggiungono le case di Piana 535 m [km 19,000], principale frazione del comune di Murialdo.
     La possibilità di spingere rapporti relativamente lunghi permette di mantenere costantemente una buona velocità, sicchè i punti di interesse che invitano ad una sia pur breve sosta si susseguono ravvicinati.

     Il riferimento successivo è la frazione Borda, appena superata la quale si individua sulla sinistra la deviazione per il Santuario del Deserto, frequentato luogo di culto situato in prossimità della Valle dei Tre Re, un sito naturalistico compreso nel Parco di Bric Tana.
     Immediatamente dopo si attraversa un ponte, al termine del quale [483 m; km 24,000], si devia a destra per Osiglia, lasciando la provinciale che prosegue per Millesimo. La strada prende ora a salire con una pendenza che rimane moderata per circa tre chilometri ma che poi aumenta nel tratto terminale, fino ad uscire nella conca del lago artificiale di Osiglia, all’altezza dello sbarramento [632 m; km 29,000].
     Il lungolago corre sulla destra idrografica del bacino, ma certo provoca una certa sensazione passare poi sulla sponda opposta utilizzando la stretta e aerea passerella che unisce le due rive, a metà circa dell’invaso. Le due strade si riuniscono più a monte, poco prima di arrivare all’abitato di Osiglia.
     L’itinerario prosegue in leggerissima pendenza fino alla frazione Borgo 689 m [km 33,500], il nucleo più antico di Osiglia.
dal km 33,500 (Osiglia) al km 85.000 (Sassello)
     Fatto rifornimento alla fontana sulla piazzetta, si affronta la salita verso il colle Baltera, una breve e poco impegnativa ascesa attraverso il bosco che supera una serie di quattro tornanti ed esce infine al colle 804 m [km 36,200], facilmente riconoscibile per il gigantesco impianto eolico che lo sovrasta.
     Sulla destra la strada continua in salita fino ad un quadrivio da cui è possibile sia raggiungere il colle del Melogno sia puntare su Finale Ligure; dal colle il trekking piega invece a sinistra per scendere verso il paese di Bormida.
     La bella e veloce discesa - ma attenzione ad alcune curve molto chiuse e qualche tornante - arriva prima alla frazione Chiesa di Bormida e poco oltre alla frazione Piano Soprano 523 m [km 40,800]: all’incrocio, si prosegue dritti, lasciando a destra la laterale che più a monte va a raccordarsi con il quadrivio prima citato.
     Superata la frazione Piano Sottano si continua velocemente in discesa costeggiando il ramo di Pallare della Bormida, fino ad un bivio in prossimità di un laghetto artificiale per la pesca sportiva; qui [481 m; km 42,900] si gira a destra attraversando il ponte sul torrente per attaccare una ripida rampa lunga 1300 metri e con sei tornanti che di loro contribuiscono a rendere questo strappo ancor più impegnativo: allargare le curve è fondamentale, pena il rischio di rimanere letteralmente piantati.
     L’uscita al colletto spartiacque [581 m; km 44,200] che segna il passaggio al ramo di Mallare della Bormida è seguita da una breve ma velocissima discesa, cui fa seguito un tratto quasi pianeggiante che raggiunge l’abitato di Mallare 469 m [km 48,000].
     Dal centro del paese una deviazione verso destra porta al vicino complesso religioso dell’Eremita.
     Dopo Mallare si continua a pedalare lungo il fondovalle su terreno leggermente ondulato che mantiene comunque una buona scorrevolezza. Al km 53,500 si supera un incrocio proseguendo dritti, andando poi a superare un colletto che precede appena l’uscita sulla piazza di Altare 393 m [km 55,700], centro noto per la produzione vetraria.

     Dalla piazza si gira a destra in direzione del colle di Cadibona per duecento metri, svoltando poi a sinistra seguendo la segnaletica per Pontinvrea. Si esce da Altare con una breve risalita che si addentra nel bosco, arrivando poi ad una depressione, ignorando qui il bivio a sinistra per Ferrania e Bragno per affrontare una ripida rampa di poche centinaia di metri.
     L’alternanza di brevi salite e discese caratterizza questi chilometri, nell’insieme abbastanza scorrevoli e anche divertenti, con passaggi panoramici sui rilievi alle spalle di Savona e spesso al riparo dei fitti boschi che ricoprono questa zona.
     Dopo aver costeggiato la Riserva Naturalistica dell’Adelasia si raggiunge la quota di 687 metri, scendendo poi a Montenotte Superiore [km 65,800]. All’incrocio che si trova subito dopo la frazione si prosegue dritti, lasciando a destra la deviazione che sale al valico di Naso di Gatto e scende poi sulla città di Savona.
     Segue un tratto molto veloce che tocca Montenotte Inferiore 582 m [km 68,900], segnalata anche come Ferriera di Montenotte.
     La laterale che si staccca sulla sinistra porta alla frazione Girini e a Dego, sul fondovalle del ramo di Spigno della Bormida.
     Dalla Ferriera si tira dritto su per una breve risalita che raggiunge un punto panoramico con bella vista sull’alta valle Erro; quindi la ripida discesa che entra in Pontinvrea 425 m [km 74,700].
     All’incrocio si gira a destra per riprendere quota, con andamento discontinuo, fino all’incrocio [km 78,200] con la provinciale che sale da Albisola. Qui si gira a sinistra per raggiungere il colle del Giovo Ligure 516 m [km 78,800].
     Il valico presenta due distinti punti geografici: il primo è l’incrocio con la provinciale da Albisola; il secondo si trova poche centinaia di metri più a monte e segna il passaggio al versante settentrionale dello spartiacque.
     Gli ultimi chilometri sono di fatto una veloce tirata che permette di spingere rapporti molto lunghi, ma dopo i primi rettilinei è bene fare attenzione ad una serie di curve in rapida sequenza attraverso il bosco che precedono il tratto finale in pianura.
     Arrivare sulla piazza di Sassello 384 m [km 85,000] richiede tuttavia di superare una rampa lunga un centinaio di metri che obbliga a scalare quasi tutti i rapporti disponibili al cambio.
     La località, bandiera arancione per la qualità dell’aria, offre buoni motivi per farvi tappa, non ultima la gastronomia, un riuscito abbinamento tra la tradizione ligure e quella piemontese.
 
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