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Liguria trekking ciclo
dal km 0 (Bardineto) al km 59,200 (Mendatica)
     Il punto di partenza per questo tratto del trekking è fissato in corrispondenza del parcheggio presso il municipio e la chiesa di Bardineto: da qui ci si avvia in direzione di Calizzano, inserendosi quasi subito nella provinciale, proprio di fronte ad una stazione di servizio.
     Questi primi scorrevoli chilometri servono bene per scaldare i muscoli e prepararsi alla salita del colle del Quazzo, un impegno non particolarmente gravoso ma da affrontare preparati. Raggiunta Calizzano 647 m [km 6,000], alla rotonda si gira a sinistra per attraversare il ponte sulla Bormida ed entrare nell’abitato, in borgata Pasquale.
     Poche centinaia di metri e si individua sulla sinistra la deviazione per Garessio: la si imbocca per iniziare a pedalare su terreno ondulato che poco alla volta permette di acquistare quota con impegno davvero modesto.
     A partire dal km 10,400, ad una quota di 768 metri, la pendenza diviene impegnativa e richiede di accorciare i rapporti: è il tratto finale, quello che infine esce al colle del Quazzo 1130 m [km 14,100]. Qui il panorama appare grandioso, aperto sui rilievi che contornano la val Tanaro.
     La discesa è velocissima, grazie anche al buon fondo stradale, ma le numerose curve e alcuni tornanti piuttosto stretti consigliano di guardare ben più avanti della ruota della bicicletta per cercare di leggere al meglio la strada e anticiparne l’andamento.
     Quasi al fondo si supera la frazione Valsorda, ove si trova il Santuario della Madonna delle Grazie, andando poi a concludere la discesa a Garessio, in corrispondenza di un incrocio con rotonda 581 m [km 21,200]. Qui si piega sulla destra per compiere un ampio semicerchio e raggiungere l’inserzione con la provinciale di fondovalle, attraversando un passaggio a livello. Tenendosi sulla sinistra si entra nel centro dell’abitato, frazione Borgo Ponte 579 m [km 22,500].
     Garessio é costituita da due nuclei principali, situati lungo le due storiche direttrici stradali: uno, Borgo Piave, sede del municipio, si trova all’inizio della salita per il colle San Bernardo, valico di collegamento con Albenga; l’altro, Borgo Ponte, é attraversato dalla provinciale della val Tanaro e costituisce oggi il nucleo principale di Garessio.
     Superata Garessio la strada si mantiene ancora scorrevole, con una pendenza appena accennata che comunque sale costantemente. La meta successiva è Ormea 739 m [km 34,700], con il suo centro storico strutturato a forma di cuore. La località è base di partenza per escursioni nelle Alpi Liguri e centro attrezzato per la pratica di diverse attività outdoor.
     Il trekking raggiunge poi la frazione Cantarana 797 m [km 38,200], una minuscola borgata citata per il fatto che da qui è possibile rientrare ad Albenga superando il colle Caprauna per discendere la val Pennavaira fino al bivio di Martinetto, presso Cisano sul Neva.
     Ancora due chilometri e si abbandona la val Tanaro all’altezza di Ponte Nava 822 m per girare a sinistra in direzione del colle di Nava e di Pieve di Teco, rientrando in Liguria.
     Imboccata la deviazione, si pedala in salita con pendenza moderata e su strada molto ampia, arrivando a Nava 896 m [km 43,000]: qui si svolta a destra in direzione del colle San Bernardo di Mendatica. Lo strappo è breve ma violento: la pendenza si impenna bruscamente ed anche la strada, stretta e con molte curve, contribuisce a rendere impegnativo questo passaggio. Progressivamente però si avverte come i pedali vadano alleggerendosi, approdati ad un mezzacosta panoramico che ripaga dello sforzo iniziale.
    La galleria (lunga 85 metri) che si trova al km 47,300 segna l’arrivo alla quota di 1.275 metri: dopo una breve discesa e alcuni chilometri ondulati, la discesa finale porta il trekker al colle San Bernardo di Mendatica 1.263 m [km 52,300], alla testata della valle Arroscia.
     Il trekking affronta ora la bellissima discesa che in pochi chilometri arriva a Mendatica 783 m [km 59,200]: appena prima di entrare nell’abitato si lascia sulla sinistra la deviazione per Cosio d’Arroscia, che in seguito va a collegarsi alla provinciale che dal colle di Nava scende su Pieve di Teco.
     Malgrado la quota tutt’altro che elevata, Mendatica ha caratteristiche quasi montane, a ridosso di cime che toccano i 2000 metri di quota e inserita in un contesto ambientale che davvero invita a percorrere uno dei tanti sentieri qui tracciati attraverso fitti boschi.
dal km 59,200 (Mendatica) al km 106,500 (Molini di Triora)
     Tra curve e tornanti la discesa continua veloce fino al bivio per Montegrosso Pian Latte, superato il quale la pendenza cala sensibilmente; quasi sul fondovalle viene attraversato l’abitato di Ponti 382 m [km 65,700], una frazione di Pornassio, quindi un tratto in falsopiano e la leggera risalita che esce all’inserzione con la provinciale del colle di Nava [km 69,200].
     Si tiene la destra per scendere in poco più di due chilometri a Pieve di Teco 240 m [km 71,500]: la strada si tiene all’esterno dell’abitato, ma la visita al centro storico ed ai suoi portici commerciali merita la breve digressione. Subito dopo l’itinerario raggiunge una biforcazione: qui si tiene la destra, mentre il ramo di sinistra porta verso Vessalico e Albenga.
     Percorso un breve tratto si lascia sulla destra la nuova variante, la superstrada che collega Pieve di Teco a Imperia, per piegare a sinistra e arrivare al bivio 227 m [km 73,400] che verso destra entra nella valle di Rezzo in direzione del colle San Bernardo di Conio e della Colla d’Oggia.
     I primi chilometri di questa lunga ascesa sono pedalabili con relativa facilità, almeno fino a Rezzo 555 m [km 80,000]; da qui in avanti la pendenza aumenta sensibilmente, mentre cambia anche l’ambiente circostante. La strada sale tortuosa attraverso il bosco che ricopre il fianco meridionale del monte Mònega, cima principale di un’ampia area percorsa dai sentieri che partono da Mendatica e Montegrosso Pian Latte, sul versante orientale del gruppo del Saccarello.
     Appena superato il paese di Rezzo si trova una fonte e un’altra fonte al km 84,200, due buone occasioni per rifornire le borracce e prendere fiato. La prima parte della salita termina a quota 1014 metri, appena prima di raggiungere il bivio [km 90,400] che verso destra porta verso Andagna, Triora e l’alta valle Argentina superando il passo di Teglia.
     Proprio il valico, poco conosciuto e poco frequentato anche perchè dal fondo sterrato fino ad alcuni anni fa, costituisce oggi una perla nascosta tra i monti delle Alpi Liguri. Alla successione di curve e tornanti attraverso il bellissimo bosco fa seguito la lunga, panoramicissima discesa che taglia il fianco scosceso del monte Carmo di Brocchi.
     Imboccata la salita si sale con pendenza regolare fino al passo di Teglia 1.391 m [km 94,900], da cui si può seguire con lo sguardo sia la discesa verso il fondovalle sia la successiva salita alla Colla di Langan, sul versante opposto della valle Argentina.
     La spettacolare discesa porta velocemente alla cappella di San bernardo, bel punto panoramico, e subito dopo ad Andagna 724 m [km 103,400]: la strada non entra nell’abitato ma svolta a sinistra e prosegue ancora in discesa fino ad incrociare la provinciale della valle Argentina appena a valle dell’abitato di Molini di Triora 457 m [km 106,500].
dal km 106,500 (Molini di Triora) al km 150,000 (Ventimiglia)
     All’incrocio si svolta a sinistra e immediatamente dopo si rimane sulla destra per scendere fino al ponte che attraversa il corso del torrente Argentina. Inizia qui [448 m; km 106,800] l’ascesa alla Colla di Langan, sul versante settentrionale del crinale che separa la valle Argentina dalla val Nervia.
     Al primo chilometro, uno scorrevole falsopiano, fa seguito la vera salita, caratterizzata da una pendenza costante e dalla presenza di alcuni tornanti. L’ambiente è quanto mai gradevole, attraverso la verdissima Foresta del monte Ceppo. Quasi al termine si supera il bivio per il monte Ceppo e meno di un chilometro dopo si esce alla Colla di Langan 1.127 m [km 116,800].
     Dalla Colla è possibile salire in pochi chilometri alla Colla Melosa 1529 m, uno splendido pianoro immerso nel bosco, base di partenza per escursioni a piedi e in mountain-bike in un’ampia area che comprende i monti Toraggio e Pietravecchia, il gruppo del Saccarello, la Foresta Gerbonte e l’alta valle Argentina.
     Inizia ora la lunga discesa attraverso la val Nervia che praticamente avrà termine sulla costa, ben trenta chilometri assolutamente unici, da interrompere più volte per visitare i borghi incontrati lungo la strada. La prima parte della discesa presenta una pendenza modesta; si tratta in effetti di un lungo e panoramico diagonale che nella seconda metà si trasforma in una strada stretta e tortuosa che richiede una certa attenzione, a causa anche dell’incremento della pendenza.
     Quasi al fondo si superano in rapida successione i bivi per Buggio, a destra, e Castelvittorio, a sinistra, arrivando poi a Pigna 239 m [km 129,400]. In realtà si è nella parte bassa del paese, noto per la sua particolare architettura su più livelli concentrici, ma non visitare il borgo sarebbe un’occasione persa.
     Lo scorrevole fondovalle del Nervia è in sostanza una rassegna di famose località e ambiti naturali di pregio. È così che circa due chilometri dopo Pigna si nota sulla destra la deviazione per la Foresta di Gouta, una bellissima e impegnativa salita molto frequentata dai ciclisti.
     Superata Pigna la località seguente è Isolabona 106 m [km 137,000], con un bel centro storico dominato dal castello medievale; qui si stacca sulla sinistra la laterale per Apricale, solo due chilometri la digressione, tutti peraltro in salita. Dopo Isolabona si trova sulla destra il bivio per Rocchetta Nervina e la val Barbaira, con i suoi tanti collegamenti, sentieri e sterrate, che raggiungono la val Roja, la Foresta di Gouta, la Colla Melosa.
     Poco oltre si è a Dolceacqua [km 141,000], la cui immagine ricorrente è legata al caratteristico ponte, ma che vanta un centro storico assolutamente da non perdere. Con Camporosso [km 145,300] si respira quasi l’aria di mare: si è infatti ormai a ridosso della costa, che viene raggiunta all’altezza di Camporosso Mare: alla rotonda si gira a destra per entrare nell’abitato di Ventimiglia percorrendo via Cavour fino alla stazione FS [km 150,000].
 
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