Bivacco Boarelli da Castello - sitobici

Vai ai contenuti

Menu principale:

Escursionismo/mtb
Piemonte – Cuneo – Valle Varaita
Alpi Cozie
Bivacco Boarelli da Castello, fraz. di Pontechianale
Quota partenza m 1.586 – Quota arrivo m 2.816
Quota minima m 1.586 – Quota massima m 2.816
Lunghezza: km 3,500 fino al bivio +*
Dislivello m 1.230 (D+)
Tipologia: sterrata - sentiero - roccette con passaggi attrezzati
Difficoltà: EE

Nota: dal bivio (m 2.014 slm; km 3,500) al bivacco la distanza in linea d’aria è di km 2,500. Stimare poco meno del doppio sul terreno.

*La seconda parte della salita, dopo il bivio, risale il Vallone delle Forciolline che nella sua parte mediana assume la forma di uno stretto canalone fiancheggiato da alte pareti di roccia. Il segnale GPS risulta fortemente disturbato e inattendibile.

Accesso
Da Cuneo si raggiunge Busca e quindi Piasco, da cui si risale la val Varaita fino a Castello, frazione di Pontechianale

Punti di appoggio
Castello: piccola frazione posta all’altezza della diga, con servizi di bar-ristorante
Rifugio dell’Alevè – Castello fraz. di Pontechianale – tel.: 347.7672234
Bivacco Boarelli alle Forciolline – Comunità Montana Valli del Monviso, sede di Frassino – tel.: 0175.970611

Coordinate geografiche
Sistema WGS 84 (World Geodetic System 1984)
DMS: schema sessagesimale - DD: schema decimale

Castello borgo     DMS 44° 36’ 52,8” N    7° 02’ 59,7” E
                               DD 44,6147° N    7,04992° E
Castello park      DMS 44° 36’ 55,4” N    7° 03’ 08,6” E
                               DD 44,6154° N    7,05239° E
Rifugio Alevè      DMS 44° 36’ 55,4” N    7° 03’ 08,6” E
                               DD 44,6154° N    7,05239° E
Bivacco Boarelli  DMS 44° 38’ 59,7” N    7° 05’ 24,6” E
                               DD 44,6499° N    7,09017° E
Bivacco Alessandra Boarelli ai laghi delle Forciolline da Castello, frazione di Pontechianale

La bellissima conca che ospita i laghi delle Forciolline e il bivacco Boarelli, intitolato alla prima donna che raggiunse la vetta del Monviso, esercita una forte attrattiva sugli escursionisti, essendo anche una delle vie storiche di salita al Monviso. Tuttavia, la salita del sentiero Ezio Nicoli presenta aspetti ambientali e passaggi di stile alpinistico: nulla che un buon escursionista non possa superare, ma occorre evitare di entrare nel Vallone delle Forciolline in pieno disgelo, quando i due guadi (il primo soprattutto) risultano problematici e alcuni passaggi su roccia si presentano bagnati.

Forse nessun escursionista porta nello zaino uno spezzone di corda, ma in questo caso una quindicina di metri di corda da arrampicata potrebbero tornare utili e magari saper fare un’asola con il nodo delle guide.
Quella che si può considerare la marcia di avvicinamento prevede la risalita della parte bassa del Vallone di Vallanta, per cui si rimanda all'itin. n. 06/Valle Varaita: Passo di Vallanta da Castello, con il quale coincide fino al km 3,500 (m 2.014 slm).

In presenza della ricca segnaletica e di una bacheca che illustra la storia e le caratteristiche del sentiero Nicoli, si devia a destra per attraversare un pratone. Entrati nel bosco e percorso un breve tratto si è ad una biforcazione (cartelli): a destra per il bivacco Boarelli lungo il sentiero Nicoli e il Vallone delle Forciolline, a sinistra per il bivacco Berardo.

Imboccato quindi il ramo di destra si rimane per un breve tratto al riparo del bosco, uscendo poi in una ampia conca erbosa e detritica, il Vallone delle Forciolline. Il sentiero sale con lieve pendenza fino ad un facile guado che porta l’escursionista sulla sinistra orografica del corso d’acqua, iniziando poco oltre a prendere quota con andamento irregolare ma più sensibile.

Alzando lo sguardo, si coglie la verticalità del canalone, profondamente inciso dall’emissario dei laghi. Giunti all’imbocco del canalone, una piastra metallica infissa nella roccia ne segnala l’attacco, ufficializzandone in certo senso la maggior difficoltà.
In effetti è necessario prestare attenzione ad alcuni ripidi tratti del sentiero resi instabili per la presenza di detriti e a qualche passaggio su roccia attrezzato con funi metalliche.

A metà circa del canalone si arriva al primo guado, sette-otto metri non facilmente superabili a inizio stagione o dopo un forte temporale. I problemi da affrontare sono ben tre: la corrente d’acqua, le rocce scure molto scivolose del letto del ruscello, il salto di roccia subito a valle del guado il che lo rende già un passaggio leggermente esposto.
Passati sul versante opposto e risaliti alcuni metri si affronta un secondo guado, decisamente più agevole.

Alla testata del canalone si esce su un’ampia spianata rocciosa che viene risalita tra salti di roccia, gradoni e rocce montonate. Superato un tratto pressoché pianeggiante si riprende a salire su pendenza contenuta in prossimità di un piccolo specchio d’acqua.
Su sentiero che passa alla base della costiera delle Rocce Meano si copre il breve tratto finale che sbuca nella conca dei laghi delle Forciolline, continuando fino al bivacco Boarelli (m 2.816 slm), sulla sponda occidentale del Lago Grande.
Ampia segnaletica in loco e fonte nei pressi.

Il ritorno per l’itinerario di salita, ma un bel giro prevede di traversare fino al bivacco Berardo e da lì scendere nuovamente al fondo del Vallone di Vallanta.
Dal bivacco Boarelli si può anche superare il passo delle Sagnette e raggiungere il rifugio Quintino Sella, oppure impegnarsi sulla via normale al Monviso.
 
Torna ai contenuti | Torna al menu