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Cicloturismo

Itinerari diretti

02
da Sestri Levante al Passo di Centocroci
     Lunghezza: km 46,500
     Percorrenza totale in salita: km 21,300
     Dislivello positivo: m 1.299
     Dislivello negativo: m 249
     Quota min: m 5 slm
     Quota max: m 1.055 slm
     Accesso stradale: Sestri Levante è casello dell'autostrada A12 Genova-Livorno.
     Accesso ferroviario: Sestri Levante si trova lungo la linea Genova-Roma.
     Partenza: dalla piazza della stazione ferroviaria.
     L’itinerario segue l’antica direttrice commerciale che dalla costa superava il valico di Velva per raggiungere la val di Vara all’altezza del borgo di Varese Ligure e proseguiva attraversando il Passo di Centocroci per scendere in Emilia.
     Tracciato breve ma apprezzabile dal punto di vista panoramico, con la possibilità di allungarlo grazie ad alcune varianti lungo strade secondarie poco battute.
     L’ascesa finale, da non sottovalutare, è un classico per i ciclisti che frequentano questa parte dell’entroterra a cavallo tra le province di Genova e di La Spezia.

     Dalla piazza della stazione ferroviaria si esce sulla principale svoltando a sinistra; alla successiva rotonda si prosegue dritti in direzione di La Spezia e ancora dritti agli incroci seguenti.
     Al termine di un lungo rettilineo ci si tiene a sinistra, sottopasso ferroviario, arrivando ad un incrocio con rotonda (km 2,200): qui si piega a destra seguendo le indicazioni per Casarza Ligure e La Spezia.
     Ancora un lungo rettilineo che porta ad una biforcazione (km 2,900) ove si gira a sinistra, lasciando la via Aurelia che va in salita verso il valico del Bracco e La Spezia.
    Percorso un breve tratto all’incrocio si va a destra lungo la Sp 523 che punta verso l’interno risalendo il corso del torrente Petronio.

     In piano si raggiunge Casarza Ligure (35 m; km 6,200), oltrepassata la quale si continua pressoché in piano per superare la frazione Bargonasco (61 m; km 7,800) ed iniziare a salire su pendenza ben pedalabile.
     Una serie di ampie curve porta all’abitato di Castiglione Chiavarese (271 m; km 12,500), al termine di questa breve ascesa.

     I chilometri successivi hanno un andamento appena ascendente e risultano scorrevoli; superata la frazione Missano (314 m) si arriva ad un bivio (km 16,400): qui si gira a destra per salire al valico di Velva, evitando la lunga galleria, pericolosa e comunque vietata ai ciclisti.
     Si sale attraverso il bosco su pendenza relativamente impegnativa superando le case di Velva e lasciando poco oltre a destra la deviazione per Carro e il valico della Mola.
     Usciti al Passo di Velva (547 m; km 20,000), presso il Santuario di N.S. della Guardia, si scende sul versante opposto all'abitato di Torza (385 m; km 22,900), lungo il corso di un affluente del Vara.

     Da questa località si stacca sulla sinistra una deviazione che con un ampio semicerchio va a toccare i paesi di Tavarone e Salterana per chiudere poi una divertente variante tra boschi e prati coltivati a San Pietro Vara, al km 28,600 di questo itinerario.

     Oltrepassate le case di Torza si pedala lungo un saliscendi appena accennato che corre lungo il fondovalle, superando la laterale per Salino fino ad una breve ma ripida discesa con alcune curve molto strette che arriva a San Pietro Vara (298 m; km 28,300): all’ingresso nell’abitato si apre sulla destra la deviazione per Sesta Godano, da ignorare, mentre all’uscita dal borgo si trova sulla sinistra la variante da Tavarone e Salterana.

     A questo punto si è nella valle del fiume Vara, molto frequentata dai ciclisti e dai bikers con i quali si condividono gli scorrevoli chilometri che, superata anche la laterale per il paese di Cembrano, portano a Varese Ligure (353 m; km 33,500).

     Da visitare il Borgorotondo, l’antico mercato chiuso e difeso da mura che già nel XIV secolo costituiva il principale snodo commerciale per le carovane che percorrevano le direttrici del Velva, del Bocco e del Centocroci.
     La località è un noto centro turistico e base di partenza per praticare le classiche attività outdoor in un’ampia area che comprende il monte Gottero, il monte Porcile e lo stesso Passo di Centocroci.

     All’ingresso nell’abitato (l’eventuale digressione all’interno non viene conteggiata) si gira a destra per Bedonia, iniziando la salita verso il valico.
     Ad un primo tratto caratterizzato da una pendenza modesta fa seguito un progressivo incremento della pendenza stessa, che rimane comunque contenuta fino al bivio per Taglieto (427 m; km 35,100), il primo di una serie.

     Superato il bivio si attacca la vera salita, una sequenza di curve e tornanti che comportano un sensibile incremento della pendenza.
     Presa quota e usciti su una spalla del crinale che separa la valle del Vara dalla valle del torrente Stora si è circa a metà dell’ascesa, in un ambiente ora più aperto.
Superato il secondo bivio per Taglieto (710 m; km 40,100) si trova subito dopo, questa volta sulla destra, la laterale per la frazione Caranza.

     La salita al Centocroci si svolge interamente allo scoperto, il che la rende poco adatta ad essere affrontata nelle ore più calde della stagione estiva; oltretutto, avvicinandosi al valico, è prevedibile trovarsi a pedalare con vento contrario.

     Ormai prossimi alla meta si apre sulla destra la deviazione per il Passo della Cappelletta, oltre il quale si scende in Emilia all’altezza del paese di Albareto. Sul lato opposto, presso una casa isolata, si trova il terzo bivio per Taglieto.
     L’itinerario termina al Passo di Centocroci (1.055 m; km 46,500), presso il cippo, al confine con l’Emilia.
 
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