Gli itinerari - sitobici

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Appendice
 
Gli itinerari: caratteristiche

     I fattori presi in considerazione risultano sempre ed in qualche misura presenti in ogni tipo di percorso. Essi sono:

- Lunghezza: la distanza che il ciclista può coprire è in relazione diretta con la propria autonomia, la quale peraltro tende a diminuire qualora si debba superare un dislivello o pedalare su terreno poco scorrevole;

- Dislivello: in quanto indice della quantità complessiva di sforzo necessario per raggiungere una determinata quota, partendo da una inferiore, questo parametro si riferisce al solo dislivello in salita;

- Pendenza: in questo caso si distingue tra salita e discesa. Salita quantifica l’intensità dell’impegno necessario per colmare il dislivello.In relazione a tale fattore viene valutata la lunghezza del tratto da percorrere o la somma di più tratti. Si distingue una pendenza moderata da una impegnativa in base al seguente criterio: data l’ampia gamma di rapporti disponibili sulle mountain-bike, si considera moderata una pendenza che non richiede il ricorso ai rapporti estremi, indipendentemente dalle capacità del ciclista. In termini di percentuale, la soglia viene collocata attorno al 5 per cemto;

- Terreno: influisce direttamente sulla maggiore o minore scorrevolezza del percorso. La valutazione di questa variabile tiene conto della compattezza del fondo, della presenza di sassi e/o detriti sparsi, più o meno grossolani, di solchi o avvallamenti, ed infine della lunghezza dei tratti da percorrere. La stima viene effettuata in condizioni ottimali, vale a dire con fondo asciutto: pioggia, neve, gelo elevano il quoziente di difficoltà;

- Quota: l’altitudine condiziona la prestazione fisica nella misura in cui ne altera alcuni parametri fisiologici. Se è pur vero che la permanenza in quota, in virtù dell’adattamento che ne consegue, può in parte limitare gli inconvenienti, si rendono comunque necessarie alcune brevi considerazioni. Premesso che le situazioni ipotizzabili sono numerosissime, si accennerà solo ad alcune: a) incremento anche considerevole del fabbisogno di liquidi, da imputare non tanto alla sudorazione, quanto piuttosto all’aumento del ritmo respiratorio ed al minor tasso di umidità presente nell’aria; b) diminuzione della forza pura, a causa, tra l’altro, del ridotto apporto di ossigeno ai muscoli; la minore ossigenazione è anche causa c) dell’accelerazione dei ritmi respiratori, rispetto alle frequenze che si registrano a livello del mare a pari intensità di sforzo; pur essendo vero che l’aumento del numero dei globuli rossi compensa in parte la ridotta ossigenazione, è altrettanto vero che questo stesso fatto è causa di una d) maggiore vischiosità del liquido ematico.
Le variazioni di cui ai primi tre punti si realizzano sia nel caso la permanenza in quota abbia breve durata (salita seguita da discesa), sia nel caso di permanenza prolungata, in funzione diretta dell’incremento di quota. Diversamente, l’aumento della concentrazione dei globuli rossi si manifesta e fa sentire i propri effetti dopo una permanenza in quota di 24/36 ore.

Ai fini della valutazione dei singoli itinerari, viene considerata la quota alla quale si sviluppa in prevalenza il percorso.
 
 
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