Monte Losetta da Castello - sitobici

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Escursionismo/mtb
Piemonte – Cuneo – Valle Varaita
Alpi Cozie
Monte Losetta da Castello di Pontechianale
Quota partenza m 1.586 – Quota arrivo m 3.054
Quota minima m 1.586 – Quota massima m 3.054
Lunghezza: km 9,400 – Dislivello m 1.468 (D+)
Tipologia: sterrata - sentiero
Difficoltà: E

Nota mtb: l’itinerario è ciclabile fino al km 6,600
Quota arrivo m 2.421 – Lunghezza km 6,600 – Dislivello m 835 (D+)
Tipologia: sterrata
Ciclabilità: 100% - Profilo: L 1 – D 3 – P 3 – T 1 – Q 3

Accesso
Da Cuneo si raggiunge Busca e quindi Piasco, da cui si risale la val Varaita fino a Castello, frazione di Pontechianale

Punti di appoggio
Castello: piccola frazione posta all’altezza della diga, con servizi di bar-ristorante
Rifugio dell’Alevè – Castello fraz. di Pontechianale – tel.: 347.7672234
Rifugio Vallanta - CAI Saluzzo - tel.: 0175.956025

Coordinate geografiche
Sistema WGS 84 (World Geodetic System 1984)
DMS: schema sessagesimale - DD: schema decimale

Castello borgo         DMS 44° 36’ 52,8” N    7° 02’ 59,7” E
                                      DD 44,6147° N    7,04992° E
Castello park           DMS 44° 36’ 55,4” N    7° 03’ 08,6” E
                                      DD 44,6153° N    7,05239° E
Rifugio Alevè           DMS 44° 36’ 55,4” N    7° 03’ 08,6” E
                                      DD 44,6153° N    7,05239° E
Rifugio Vallanta       DMS 44° 39’ 55,9” N    7° 03’ 51,3” E
                                      DD 44,6155° N    7,06425° E
Colle Losetta           DMS 44° 40’ 34,9” N    7° 03’ 32,1” E
                                      DD 44,67636° N    7,05892° E
Monte Losetta         DMS 44° 40’ 48,5” N    7° 03’ 47,1” E
                                      DD 44,68014° N    7,06308° E
Monte Losetta da Castello di Pontechianale

L’itinerario è in comune con la salita al rifugio e al Passo di Vallanta (vedi itin. n. 06/Valle Varaita: Passo di Vallanta da Castello) la cui descrizione viene qui ripresa.
Il rilevante dislivello e la continuità di alcuni tratti in forte pendenza fanno consigliare questo itinerario ad escursionisti allenati.

I bikers che desiderino abbinare la parte ciclistica e quella escursionistica possono arrivare al rifugio e lasciare qui le mountain-bike, quindi, percorso a ritroso un brevissimo tratto, prendere il sentiero che sale alla vetta.
Punto di ritrovo è lo spiazzo in prossimità del rifugio Alevè, duecento metri prima di arrivare al borgo di Castello.
Passato il ponte sul torrente Vallanta e fatta scorta di acqua alla generosa fontana, si attacca subito in salita lungo una ripida rampa che in poche decine di metri esce all’altezza dell’impianto idroelettrico. Qualche metro in piano e si prende su per una rampa ripidissima che tende progressivamente ad incrementare ulteriormente la pendenza.

Neppure il tempo di riprendere fiato al successivo tratto piano, pochi metri, e si riattacca una nuova ripidissima rampa che almeno ha il pregio di ridurre la pendenza nel suo tratto terminale.
Questo strappo iniziale è lungo 600 metri e raggiunge la quota di 1.724 m slm, in corrispondenza di un albero isolato e alla congiunzione con il sentiero che sale direttamente da Castello (vedi nota finale).

Un bel passaggio pianeggiante lungo il torrente fa riassaporare il piacere dell’escursionismo in ambiente alpino, prima di impegnarsi in un breve ma violento strappo che entra nel rado bosco. Poco oltre si raggiunge la deviazione verso sinistra che aggira a monte una frana per andare poi a confluire sul tracciato originario.
L’alternanza prosegue su pendenze decisamente accettabili, fino a scollinare all’altezza dei ruderi della Grange Gheit (m 1.912 slm; km 2,500), in corrispondenza dei bivi per il rifugio Sella e per il rifugio Bagnour; ampia segnaletica.

Si continua dritti, attraversando un ampio alpeggio ove si trovano i ruderi della Grange Soulieres; passato un ponticello si superano un paio di tornanti su terreno appena sconnesso, per prendere ancora quota fino al bivio (m 2.014 slm; km 3,500) per il sentiero Nicoli (segnaletica e pannello informativo).
Praticamente in piano si passa a ridosso del Gias d’Ajaut (m 2.036 slm), traversando poco oltre il ponticello (punto panoramico) che porta sulla destra orografica del torrente.

Si apre qui in tutta la sua ampiezza il Vallone di Vallanta, disteso sul versante occidentale del Monviso.
Qualche breve rampa esce ad un grande pianoro caratterizzato da un fondo molle, impregnato d’acqua di fusione dei nevai e delle sorgenti più a monte. Ripresa la salita, si affronta una serie di tornanti che alzano visibilmente l’escursionista rispetto al fondo del pianoro, fino a che si riesce ad individuare lo spigoloso profilo del rifugio.
In questo tratto si trova la deviazione per il rifugio Savigliano (m 2.314 slm; km 6,000); cartello.

Poco oltre, ad un bivio, dove quasi tutti tirano dritti in piano, conviene invece non farsi demoralizzare dalla ennesima rampa che si apre sulla sinistra e affrontarla decisi.
Da qui in avanti il dislivello da coprire fino al rifugio è uguale, qualunque sia la scelta; la differenza, importante per i bikers, è data dal fatto che la mulattiera che dal bivio continua sulla destra diviene ben presto uno stretto e sconnesso sentierino che si arrampica sul fianco del canalone scavato dal torrente. Un passaggio ben poco agevole che obbliga a portare a spalla la bici.

Invece, attaccata la rampa che ben presto vede diminuire la pendenza, si traversano i pendii che scendono dalla Punta Tre Chiosis, fino alla deviazione per il Passo e il Monte Losetta (m 2.421 slm; km 6,600); segnaletica. Il rifugio dista poche centinaia di metri.

Preso il sentiero che si stacca sulla sinistra si affronta una lunga serie di tornanti e strette giravolte che risalgono il pendio erboso con una pendenza decisamente marcata.
In alcuni passaggi l’acqua piovana ha provocato un profondo solco che rende poco agevole il cammino, dando anche origine a qualche gradino e salto di roccia.

Aggirata così la Punta Seras si esce ad un pianoro che concede un po’ di respiro, in vista dei ruderi di una caserma. Rispetto a questa il Passo Losetta si trova sulla destra, appena più in alto.

Ripresa la salita si arriva ad una biforcazione (m 2.781 slm; km 8,100): qui si lascia sulla destra la deviazione per il Passo di Vallanta, proseguendo dritti.
Occorre adesso risalire il pendio alla cui sommità si trovano i ruderi della caserma con una serie di ampi tornanti che facilitano il superamento del dislivello.
In realtà si notano delle tracce che tagliano più brevemente la serpentina, ma la loro pendenza sconsiglia questa scelta.

Raggiunta la caserma si continua piegando appena sulla destra lungo un profondo solco che esce al Passo Losetta (m 2.872 slm; km 8,600); segnaletica.
Sul versante opposto si apre il Vallone di Soustra, percorso dall’itinerario n. 11/Valle Varaita: Monte Losetta da Chianale.

Dal colle si riprende a salire lungo il ripido sentiero che arriva ad una spalla con una serie di strette giravolte, supera una piccola depressione con un brevissimo passaggio leggermente esposto e raggiunge la vetta del Monte Losetta (m 3.054 slm; km 9,400).
Grande panorama ben oltre i rilievi che contornano il Monviso.

Il ritorno per l’itinerario di salita o seguendo il raccordo con il Passo di Vallanta da cui si scende al rifugio, chiudendo un panoramico anello alla testata del Vallone di Vallanta.

Raccordo con il Passo di Vallanta
Ridiscesi al Colle Losetta si percorre a ritroso la parte finale dell’itinerario fino alla biforcazione (m 2.781 slm), segnaletica in loco, ove si inverte la marcia svoltando a sinistra.
Un breve traverso porta a risalire un canalino leggermente esposto, superato il quale si percorre un diagonale ondulato con bella vista sulla testata del Vallone di Vallanta.
Raggiunta l’intersezione con il sentiero che sale dal Vallone si esce subito dopo al Passo di Vallanta (m 2.834 slm).
Distanze: a) dal Colle Losetta al bivio: poche centinaia di metri; b) dal bivio al Passo di Vallanta: km 1,400 / dislivello (D+) m 53.

Nota: all’imbocco del sentiero che parte dal borgo di Castello si trova una lapide che ricorda Quintino Sella, fondatore nel 1863 del Club Alpino Italiano.
Per completezza, occorre sapere che questo sentiero è ormai pressoché abbandonato e poco agevole da seguire.
 
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