Passo d. Duca da Pian Gorre - sitobici

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Escursionismo/mtb
Piemonte – Cuneo – Valle Pesio
Alpi Marittime - Parco del Marguareis
Passo del Duca da Pian delle Gorre
Quota partenza m 1.013 – Quota arrivo m 1.989
Quota minima m 1.013 – Quota massima m 1.989
Lunghezza km 8,600 – Dislivello (D+) m 976
Tipologia: sterrata – sentiero
Difficoltà: E

Nota mtb: ciclabilità 97% - Profilo: L 1 – D 3 – P 1 – T 2 – Q 2

Accesso
Da Chiusa di Pesio si risale la valle fino alla Certosa. Qui si prosegue fino a Pian delle Gorre (segnaletica).
Attenzione: il tratto dalla Certosa a Pian d. Gorre è soggetto a regolamentazione.

Punti di appoggio
Rifugio Pian d. Gorre - loc. Certosa fraz. Chiusa Pesio (Cn) - tel.: 0171.738077

Coordinate geografiche
Sistema WGS 84 (World Geodetic System 1984)
DMS: schema sessagesimale - DD: schema decimale

Pian delle Gorre     DMS 44° 12’ 52,5” N   7° 39’ 39,7” E
DD 44,2146° N   7,6610° E
Passo del Duca        DMS 44° 11’ 30,7” N   7° 39’ 36,8” E
DD 44,1919° N   7,6602° E

Passo del Duca da Pian delle Gorre

Itinerario escursionistico che unisce ad uno splendido passaggio attraverso il fitto bosco un tratto finale molto aperto e panoramico, il tutto reso ancor più gradevole da una pendenza costante ma moderata che permette di assorbire facilmente i quasi mille metri di dislivello.
Gli escursionisti possono affrontare direttamente la ripida rampa dopo il km 7,800, mentre per i bikers è assolutamente consigliato seguire la traccia originale, ciclabile (segnaletica).

Da Pian delle Gorre si segue la bella sterrata dal fondo compatto e ben battuto che risale con pendenza costante il Vallone del Salto, fino ad uno spiazzo ove si trovano una bacheca ed alcuni cartelli segnaletici. Lasciato a sinistra il sentiero che va in direzione del rifugio Garelli si prosegue dritti ancora su sterrata per poche decine di metri. Superato un facile guado, eventualmente aggirabile utilizzando il ponte che si scorge sulla sinistra, si arriva ad un secondo guado (km 1,450) sul quale viene posata una passerella (rimossa a fine stagione).

Si passa ora su un ampio sentiero dal fondo leggermente sconnesso che prende quota attraverso il bosco con una pendenza appena più accentuata. All’altezza del km 2,200 la pendenza cala sensibilmente, mentre il fondo si fa morbido e scorrevole; è questo uno dei passaggi più gradevoli, particolarmente apprezzato nelle giornate più calde.
Superata la deviazione che scende verso la cascata del Pis si esce subito dopo nella piccola conca che ospita il Gias dell’Arpi (m 1.430 slm; km 4,000), fontana.

Sempre al riparo del bosco, ora meno fitto, si tralascia un sentierino che si apre sulla destra per arrivare poco oltre all’altezza di un colatoio: occorre un minimo di attenzione nell’attraversamento, seguendo comunque una traccia ben marcata.
Superato subito dopo uno stretto tornantino sulla sinistra ci si trova a riattraversare appena più a monte il medesimo colatoio (m 1.563 slm; km 5,300), uscendo dal bosco.
Il sentiero diviene ora più stretto e sassoso, ma solo per poche centinaia di metri: in questo passaggio conviene evitare di effettuare delle soste, dato il rischio che dalla parete verticale che si erge sulla destra si stacchino delle pietre. Ben presto il sentiero si allarga nuovamente e, dopo un breve passaggio nel bosco, esce su un’ampia conca segnata da una serie di lunghi traversi mentre più in alto già si scorge l’intaglio roccioso del Passo del Duca.

Superata la serie di tre tornanti si arriva ad una sorta di poggio (m 1.865 slm; km 7,800), appena a monte del Colle del Prel Sottano, la depressione erbosa che si individua sulla sinistra. Seguito il tornantino che gira a destra, pochi metri dopo ci si tiene a destra rispetto alla ripida rampa che esce direttamente al Colle del Prel Soprano (segnaletica).
Su pendenza che rimane moderata si continua a mezzacosta tagliando diagonalmente il pendio; superato un tornante sulla sinistra si esce ad incrociare la mulattiera che è la prosecuzione della rampa (di fatto una scorciatoia) che arriva dal Colle del Prel Soprano: dopo aver girato a destra si prosegue su terreno sconnesso uscendo infine al Passo del Duca (m 1.989 slm; km 8,600); libro di vetta.

Ritorno per l’itinerario di salita.
 
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