Passo di Vallanta da Castello - sitobici

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Escursionismo/mtb
Piemonte – Cuneo – Valle Varaita
Alpi Cozie
Passo di Vallanta da Castello, fraz. di Pontechianale
Quota partenza m 1.586 – Quota arrivo m 2.834
Quota minima m 1.586 – Quota massima m 2.834
Lunghezza: km 9,100 – Dislivello m 1.248 (D+)
Tipologia: sterrata - sentiero
Difficoltà: E

Nota mtb: poiché l’itinerario termina al rifugio Vallanta, i dati di riferimento sono:
Quota arrivo m 2.450 – Lunghezza km 7,000 – Dislivello m 864 (D+)
Tipologia: sterrata
Ciclabilità: 100% - Profilo: L 1 – D 3 – P 3 – T 1 – Q 3

Accesso
Da Cuneo si raggiunge Busca e quindi Piasco, da cui si risale la val Varaita fino a Castello, frazione di Pontechianale

Punti di appoggio
Castello: piccola frazione posta all’altezza della diga, con servizi di bar-ristorante
Rifugio dell’Alevè – Castello fraz. di Pontechianale – tel.: 347.7672234
Rifugio Vallanta - CAI Saluzzo - tel.: 0175.956025

Coordinate geografiche
Sistema WGS 84 (World Geodetic System 1984)
DMS: schema sessagesimale - DD: schema decimale

Castello borgo       DMS 44° 36’ 52,8” N 7° 02’ 59,7” E
                                    DD 44,6147° N 7,04992° E
Castello park         DMS 44° 36’ 55,4” N 7° 03’ 08,6” E
                                    DD 44,6153° N 7,05239° E
Rifugio Alevè         DMS 44° 36’ 55,4” N 7° 03’ 08,6” E
                                    DD 44,6153° N 7,05239° E
Rifugio Vallanta     DMS 44° 39’ 55,9” N 7° 03’ 51,3” E
                                    DD 44,6155° N 7,06425° E
Passo di Vallanta   DMS 44° 40’ 47,1” N 7° 04’ 11,1” E
                                    DD 44,6797° N 7,06975° E
Passo di Vallanta da Castello, frazione di Pontechianale

Classica e frequentata escursione che ha nel rifugio Vallanta e nel vicino lago della Bealera Founsa le mete più a portata di piede.
Gli stessi sono anche l’obiettivo dei non pochi bikers che si mischiano agli escursionisti, agevolati anche dalla generale compattezza del terreno. Procedere oltre, verso il valico, pone la mountain-bike fuori dal proprio contesto.
Le caratteristiche principali di questo tracciato sono la sua semplicità di orientamento e l’alternanza dei tratti in salita ad altri pianeggianti, buoni per riprendere fiato.
Punto di ritrovo è lo spiazzo in prossimità del rifugio Alevè, duecento metri prima di arrivare al borgo di Castello. Passato il ponte sul torrente Vallanta e fatta scorta di acqua alla generosa fontana, si attacca subito in salita lungo una ripida rampa che in poche decine di metri esce all’altezza dell’impianto idroelettrico. Qualche metro in piano e si prende su per una rampa ripidissima che tende progressivamente ad incrementare ulteriormente la pendenza. Neppure il tempo di riprendere fiato al successivo tratto piano, pochi metri, e si riattacca una nuova ripidissima rampa che almeno ha il pregio di ridurre la pendenza nel suo tratto terminale.

Questo strappo iniziale è lungo 600 metri e raggiunge la quota di 1.724 m slm, in corrispondenza di un albero isolato e alla congiunzione con il sentiero che sale direttamente da Castello (vedi nota finale).

Un bel passaggio pianeggiante lungo il torrente fa riassaporare il piacere dell’escursionismo in ambiente alpino, prima di impegnarsi in un breve ma violento strappo che entra nel rado bosco. Poco oltre si raggiunge la deviazione verso sinistra che aggira a monte una frana per andare poi a confluire sul tracciato originario.
L’alternanza prosegue su pendenze decisamente accettabili, fino a scollinare all’altezza dei ruderi della Grange Gheit (m 1.912 slm; km 2,500), in corrispondenza dei bivi per il rifugio Sella e per il rifugio Bagnour; ampia segnaletica.

Si continua dritti, attraversando un ampio alpeggio ove si trovano i ruderi della Grange Soulieres; passato un ponticello si superano un paio di tornanti su terreno appena sconnesso, per prendere ancora quota fino al bivio (m 2.014 slm; km 3,500) per il sentiero Nicoli (segnaletica e pannello informativo). Praticamente in piano si passa a ridosso del Gias d’Ajaut (m 2.036 slm), traversando poco oltre il ponticello (punto panoramico) che porta sulla destra orografica del torrente.

Si apre qui in tutta la sua ampiezza il Vallone di Vallanta, disteso sul versante occidentale del Monviso. Qualche breve rampa esce ad un grande pianoro caratterizzato da un fondo molle, impregnato d’acqua di fusione dei nevai e delle sorgenti più a monte. Ripresa la salita, si affronta una serie di tornanti che alzano visibilmente l’escursionista rispetto al fondo del pianoro, fino a che si riesce ad individuare lo spigoloso profilo del rifugio.
In questo tratto si trova la deviazione per il rifugio Savigliano (m 2.312 slm; km 6,000); cartello.

Poco oltre, ad un bivio, dove quasi tutti tirano dritti in piano, conviene invece non farsi demoralizzare dalla ennesima rampa che si apre sulla sinistra e affrontarla decisi. Da qui in avanti il dislivello da coprire fino al rifugio è uguale, qualunque sia la scelta; la differenza, importante per i bikers, è data dal fatto che la mulattiera che dal bivio continua sulla destra diviene ben presto uno stretto e sconnesso sentierino che si arrampica sul fianco del canalone scavato dal torrente. Un passaggio ben poco agevole che obbliga a portare a spalla la bici.

Invece, attaccata la rampa che ben presto vede diminuire la pendenza, si traversano i pendii che scendono dalla Punta Tre Chiosis, lasciando sulla sinistra la deviazione per il Passo e il Monte Losetta; superato un facile guado si trova sulla sinistra il sentiero che prosegue per il Passo di Vallanta. Un’ampia curva esce sul piazzale del rifugio Vallanta (m 2.450 slm; km 7,000), in prossimità del lago della Bealera Founsa. I bikers possono godere di un meritato riposo, prima di affrontare la divertentissima discesa. Il rifugio è proprietà della sezione di Saluzzo del CAI.

Dal rifugio si va a riprendere direttamente il sentiero per il valico, ora stretto e dal fondo roccioso, che prende quota in maniera irregolare passando a monte dell’antico rifugio Gagliardone.
Contornati dall’alto i laghetti di Vallanta si supera un ultimo dislivello per uscire alla depressione del Passo di Vallanta (m 2.834 slm; km 9,100), tra il Monte Losetta e la Punta Gastaldi.

Qui arriva anche un comodo e panoramico raccordo che va a collegarsi al sentiero che sale al Passo e al Monte Losetta; volendo effettuare un anello è possibile seguire questa variante e, giunti all’intersezione, piegare a sinistra in discesa per ritrovarsi poi appena a valle del rifugio Vallanta.
Oltre il Passo Vallanta si apre la francese Valle del Guil con il rifugio Mont Viso, lungo il tracciato del Giro del Viso.

Nota: all’imbocco del sentiero che parte dal borgo di Castello si trova una lapide che ricorda Quintino Sella, fondatore nel 1863 del Club Alpino Italiano.
Per completezza, occorre sapere che questo sentiero è ormai pressoché abbandonato e poco agevole da seguire.
 
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