S.B.Mendatica Saccarello - sitobici

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Liguria mtb
 
Anello colle San Bernardo di Mendatica-monte Saccarello

Partenza: colle San Bernardo di Mendatica m 1.263 slm
Arrivo: colle San Bernardo di Mendatica m 1.263 slm
Lunghezza: km 28,400
Quota min: m 1.263 slm
Quota max: m 2.199 slm
Dislivello (D+): m 936
Ciclabilità: 100%
Sterrato: 78%
Profilo difficoltà: L 1 – D 3 – P 2 – T 1 – Q 3
Periodo consigliato: da maggio a ottobre

Accesso: il colle San Bernardo di Mendatica si trova alla testata della valle Arroscia. a) da Ceva: si risale la val Tanaro superando Garessio e Ormea per arrivare a Ponte Nava; qui si gira a sinistra per il colle di Nava, piegando poi a destra poco prima del valico; segnaletica. b) da Albenga: si risale la valle Arrosia fino a Pieve di Teco, proseguendo per il colle di Nava. Percorsi circa due chilometri si piega a sinistra per Mendatica e per il colle; segnaletica. c) da Imperia: si percorre la S.P. n 28 del colle San Bartolomeo fino a Pieve di Teco; da qui vedi punto b).

Splendido itinerario d’alta quota che porta il biker sulla cima più elevata della Liguria, con passaggi altamente spettacolari lungo la cresta tra il monte Saccarello e il monte Frontè, con l’occhio che, nelle mattine più limpide, arriva a distinguere il profilo della Corsica.
Il colle San Bernardo di Mendatica è stazione turistica e centro per la pratica di attività outdoor.
Attenzione: al bivio del km 12,400 è possibile tenersi a destra per raggiungere il passo Tanarello e scendere al passo di Collardente, contornando il fianco del monte Saccarello. Dal passo di Collardente si risale al colle del Garezzo su bella sterrata, ma qui si trova una galleria lunga 450 metri priva di illuminazione e non rettilinea; occorre nel caso munirsi di una lampada.

Dal colle San Bernardo di Mendatica si segue la provinciale in direzione di Briga Alta e Monesi di Triora, sul versante padano dello spartiacque. La strada acquista quota con andamento alterno, su pendenze modeste. Superate alcune brevi gallerie paravalanghe e la frazione Monesi di Triora (m 1.297 slm; km 3,100) si arriva ad una biforcazione: qui si lascia sulla destra la deviazione per Piaggia e Briga Alta per proseguire sulla sinistra e, superati due strettissimi tornanti, uscire sul piazzale degli impianti di risalita di Monesi (m 1.371 slm; km 4,600).
Inizia qui l’ascesa alla vetta del Saccarello, ancora su asfalto per un breve tratto e poi su sterrata ampia e generalmente ben battuta, con alcuni passaggi sconnessi nella prima parte. La pendenza non è impegnativa ma è costante, per cui appare evidente la progressione in quota.
Percorsi quattro chilometri si trova un fondo in cemento, arrivando successivamente ad un bivio (m 1.842 slm; km 10,600), da cui si prosegue svoltando a sinistra. Sulla destra si apre, in piano, la carrareccia che traversa fino al colle di Tenda. Il tratto seguente presenta una pendenza appena più accentuata, in corrispondenza di alcuni stretti tornanti che portano ad una biforcazione (km 12,400): si tiene la sinistra, lasciando sulla destra la deviazione per il passo Tanarello (in merito si rimanda alla nota).
Ormai in quota si supera con un diagonale a mezzacosta il poco evidente colle Basera per giungere a ridosso della cresta terminale: si prende a destra per seguire un tornante che esce sulla vetta del monte Saccarello (m 2.199 slm; km 14,900). Foto di rito presso l’obelisco con sguardo perso nell’orizzonte.
Passando vicino ai resti di vecchie fortificazioni si percorre la cresta avendo come punto di riferimento la statua del Redentore, oltre la quale, sempre tenendosi lungo lo spartiacque e su ampio sentiero, si arriva al rifugio Sanremo (m 2.053 slm; km 17,100). Perdendo leggermente quota si è al pianoro del colle Garlenda (m 2.009 slm; km 18,400), in prossimità di alcune costruzioni diroccate. Qui si stacca, sul versante a mare, il ripido sentiero che scende al passo della Guardia, sulla sterrata che unisce il passo di Collardente al colle del Garezzo.
Si passa ora poco sotto un poggio su cui sorge una casa, in leggera salita e quindi in discesa ad una depressione (km 19,600) tra le due cime del monte Frontè: un rudere sulla sinistra ed una croce valgono come riferimento per individuare con precisione il punto in cui invertire il senso di marcia e girare a destra, in leggera salita per un centinaio di metri fino ad un poggetto sul versante a mare del crinale.
Piegando appena a sinistra, sulla destra si stacca il sentiero che arriva alla Madonna del Frontè, si inzia a scendere tagliando il pendio su una mulattiera dal fondo sconnesso che perde rapidamente quota, uscendo infine al colle del Garezzo (m 1.783 slm; km 22,100). Aggirata la galleria, il colle si trovava sopra di essa, si trascura la laterale per il monte Monega per prendere sulla sinistra l’ampia sterrata che scende verso la valle Arroscia (precisamente, rispetto alla direzione da cui si proviene si inverte il senso di marcia); segnaletica.
Il tratto finale riserva una panoramica e velocissima discesa, con alcuni tratti nel bosco, che porta il biker a chiudere l’anello, ultimo chilometro su asfalto, al colle San Bernardo di Mendatica (km 28,400).

 
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