Sassello Bardineto testo - sitobici

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Liguria trekking ciclo
dal km 0 (Sassello) al km 32,600 (Dego)
     Questa tappa del trekking muove dalla piazza di Sassello in direzione di Acqui Terme, in discesa fino al ponte [375 m; km 0,300] che attraversa il rio Foresto e subito in salita per uscire dall’abitato e superare un breve dislivello.
     Il tratto ascendente misura poco meno di un chilometro e porta ad un colletto 416 m oltre il quale si scende nell’ampio pianoro della frazione Maddalena 342 m [km 3,200], uno dei siti del Beigua Geopark.
     In quest’area sono stati rinvenute parti di una scogliera corallina risalente a circa 30 milioni di anni fa, quando la zona era coperta dal mare.
     Il successivo scorrevole falsopiano raggiunge la località Ponte Erro 300 m [km 6,500], al confine tra Liguria e Piemonte (confine che nel corso dell’itinerario verrà passato più volte).
     Dopo aver svoltato a sinistra si risale il corso del torrente Erro tra ampi pratoni e con lievi ondulazioni del percorso, superando la frazione Miogliola per arrivare a Mioglia 358 m [km 13,300]: all’incrocio dentro il paese si prosegue dritti, lasciando a destra la deviazione per Pareto e Spigno Monferrato.
     Alcune brevi rampe e un saliscendi appena accennato portano ad un colletto [466 m; km 16,900], oltre il quale si scende in località Pian Bottello per trovarsi poco dopo ad un incrocio [km 19,200], in prossimità dell’abitato di Pontinvrea, visibile poche centinaia di metri a sinistra.
     Il trekking gira invece a destra, in salita, entrando subito nel territorio del comune di Giusvalla.
     Occorre superare due tornanti e un modesto dislivello per alzarsi fino a La Colla 548 m [km 21,700], sullo spartiacque tra la valle Erro e la val Bormida.
     Nell’affrontare la successiva discesa è bene fare attenzione a due strettissimi tornanti prima di prendere velocità nel lungo rettilineo ed entrare nel centro di Giusvalla 472 m [km 23,400].
     Il tratto seguente è molto scorrevole e permette di pedalare in condizioni pressoché ideali, con traffico veicolare quasi inesistente e sede stradale ampia, almeno fino alla ripida rampa lunga poco meno di un chilometro che dalla quota di 398 metri sale alla frazione Girini 456 m [km 29,200].
     Qui si stacca sulla sinistra la deviazione per la frazione Porri e che continua costeggiando l’area escursionistica della Collina del Dego fino a uscire alla Ferriera di Montenotte, sulla strada che da Altare raggiunge Pontinvrea.
     Da Girini si prosegue dritti e subito dopo si è alla sommità di un rilievo che, pur modesto, apre l’orizzonte fino alle cime delle Alpi Occidentali. La successiva discesa, ripida e velocissima, termina con uno stretto tornante sulla destra che obbliga ad una energica tirata di freni; il tempo di rilanciare la velocità e si deve ricorrere di nuovo ai freni per affrontare le poche curve che portano a Dego 302 m [km 32,600].
dal km 32,600 (Dego) al km 62,700 (Colletto di Montezemolo)
     Dalla chiesa di Dego si gira a sinistra in direzione di Cairo Montenotte attraversando subito dopo la zona industriale per arrivare, superato un colletto, ad un incrocio: qui si prosegue dritti, mentre a destra ci si inserisce nella variante a scorrimento veloce che in direzione opposta va verso Acqui Terme. Dopo il sottopasso si è ad una biforcazione: anche in questo caso si prosegue dritti, evitando così la galleria scarsamente illuminata della provinciale.
     Attraversato il centro di Rocchetta Cairo [km 35,500] si esce ad una rotonda, appena oltre la galleria prima citata: si tiene la destra e si rientra nella provinciale, in pianura per alcuni chilometri. Il tratto successivo è contrassegnato prima dalle deviazioni verso destra che indicano Cairo Montenotte, tutte da ignorare, e in seguito dall’attraversamento di una trafficata area commerciale.
     Giunti ad un lungo rettilineo alberato che corre a fianco di un invaso artificiale si arriva ad una rotonda: si mantiene la direzione e subito dopo si supera il sottopasso ferroviario arrivando ad una seconda rotonda [345 m; km 43,400], ove si gira a destra per San Giuseppe di Cairo.
     Passati davanti alla stazione ferroviaria si continua prendendo quota poco alla volta su una bella strada ampia che costeggia la linea ferroviaria, fino ad un bivio 457 m [km 48,300], in località Rossi: qui si lascia la provinciale per Cengio e si svolta a sinistra per Cosseria.
     La strada continua a salire con pendenza irregolare ma modesta fino a raggiungere l’abitato di Cosseria 547 m [km 49,900], località nota per essere stata al centro di sanguinose battaglie al tempo delle guerre napoleoniche, episodi oggi rievocati anche con suggestive ricostruzioni in costume.
     Il ciclista sarà anche incuriosito dal Museo della Bicicletta, che racconta oltre cento anni di storia del ciclismo con una ricca collezione di oggetti, molti appartenuti a grandi campioni del passato.
     Dal centro dell’abitato si pedala tenendosi appena a destra all’incrocio in prossimità del Museo della Bicicletta fino all’inserzione nella provinciale che sale da Carcare (km 51,200): si tiene la destra e si affronta la veloce discesa che porta ad una biforcazione: qui si prosegue dritti lasciando a sinistra la galleria della variante, e cento metri dopo alla rotonda (km 52,800) si gira a destra per entrare nella piazza centrale di Millesimo 443 m [km 53,300].
     Qualora il trekker intendesse raggiungere direttamente Bardineto, può girare a sinistra alla rotonda appena superata e risalire la val Bormida: fino a Bardineto sono 29 chilometri scorrevoli e ben pedalabili lungo il fondovalle frequentato da molti ciclisti e poche auto.
     Si esce da Millesimo andando in direzione del casello autostradale per arrivare a Valzemola, frazione di Roccavignale [453 m; km 55,000]: inizia ora la salita al Colletto di Montezemolo, con un primo tratto ricco di curve e molto ripido.
     La pendenza cala sensibilmente all’altezza del km 56,600, quando si lascia la variante per seguire il tracciato originario di questo antico collegamento tra Liguria e Basso Piemonte.
     Dopo aver piegato sulla destra si tocca la frazione Strada e si prosegue lungo un traverso molto panoramico che, dopo un tornante sulla sinistra, approda ad un bel falsopiano che permette di recuperare la fatica dello strappo iniziale. Traffico praticamente nullo, curve divertenti e strada ampia portano il ciclista ad una breve discesa e ad un bivio: qui si gira a destra per la facile risalita finale che esce al Colletto di Montezemolo 714 m [km 62,700], tradizionale punto di incontro dei ciclisti.
dal km 62,700 (Colletto di Montezemolo) al km 116,300 (Bardineto)
     Ora in discesa e presa velocità già rimanere dentro i due spettacolari tornanti che si trovano appena ripartiti richiede buone doti di equilibrio, ma è sui lunghi rettifili successivi che anche un 54x12 può dare la sensazione di pedalare a vuoto!
     A partire dal km 67,300 la pendenza cala drasticamente e si torna a pedalare sul fondovalle, lasciando a destra i bivi che portano a Priero, di cui si distingue la bella torre medievale.
     In occasione di due rotonde che si incontrano in sequenza si continua dritti in direzione di Ceva, fino alla rotonda del km 72,800: qui si gira a sinistra per la val Tanaro, mentre a destra si va verso il centro di Ceva.
     Immediatamente dopo, si è qui ad una quota di 422 metri, si superano un piazzale e il casello della A6 Torino-Savona, entrando di fatto in val Tanaro. L’itinerario percorre il fondovalle fino a Garessio, un tratto di ventuno chilometri per coprire un dislivello di centocinquanta metri, con un solo breve passaggio iniziale leggermente ondulato.
     Superato dunque questo primo saliscendi si prosegue in piano fino a Nucetto 463 m [km 78,500] per raggiungere poi il bivio [km 82,300] che a sinistra porta verso Massimino, sale al colle dei Giovetti e scende in val Bormida, in località Caragnetta, poco a valle di Calizzano (di fatto una possibile variante).
     Ancora poche centinaia di metri e si entra nell’abitato di Bagnasco 487 m [km 83,000], antico insediamento di cui si ha notizia già ai tempi della dominazione romana; a testimonianza di queste origini rimane il bellissimo ponte sul Tanaro, con i caratteristici archi a supportare una condotta dell’acqua.
     Si continua a pedalare nell’ampio fondovalle, costeggiando la linea ferroviaria Ceva-Ormea, arrivando poi a Priola 527 m [km 90,000]: qui si apre, a sinistra, una laterale che sale al colle della Rionda e scende poi sul versante valbormidese alla frazione Vetria per andare a riprendere la provinciale dei Giovetti in prossimità di Caragnetta, la frazione che si trova appena a valle di Calizzano.
     Quella che è la terza opportunità, comunque non l’ultima, per collegarsi alla val Bormida si trova a Garessio 576 m [km 94,300]: appena prima di entrare nel centro dell’abitato si svolta a sinistra per il colle del Quazzo e Calizzano, attraversando il passaggio a livello. Effettuato un ampio semicerchio si arriva ad una rotonda [581 m; km 95,300], che viene superata svoltando a sinistra, in direzione di Valsorda e del colle del Quazzo.
     La salita presenta una pendenza abbastanza regolare ma di un certo impegno, da affrontare con rapporti corti e ritmi non sostenuti, specie se si viaggia con le bici cariche.              
     L’ambiente è tuttavia gratificante, un bel bosco che di tanto in tanto lascia intravvedere le cime delle Alpi Liguri.
     Superata la frazione Valsorda con il suo prestigioso Santuario si è alle prese con alcuni tornanti piuttosto stretti, quindi l’uscita al colle del Quazzo 1.130 m [km 102,200] e il passaggio al versante ligure.
     La prima parte della discesa attraverso il bosco è veloce e divertente, mentre nei chilometri finali si presenta leggermente ondulata. Al fondo si esce nel cuore dell’abitato di Calizzano 647 m [km 109,800], in borgata Pasquale: si gira a destra e poco oltre, attraversato il ponte sul ramo di Millesimo della Bormida, si è ad una rotonda da cui si prosegue tenendosi sulla destra.
     I chilometri finali corrono su un falsopiano che va a chiudere l’itinerario a Bardineto 711 m [km 116,300]. All’altezza della stazione di servizio si imbocca sulla sinistra la strada che sale parallela alla provinciale ed esce sul piazzale del municipio e della chiesa parrocchiale.
 
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