Sassello Torriglia testo - sitobici

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Liguria trekking ciclo
dal km 0 (Sassello) al km 40,300 (Campoligure)
     Come appare evidente già dai semplici dati statistici, questo itinerario di trekking è caratterizzato da un consistente dislivello e da un considerevole numero di chilometri in salita, di fatto una sequenza continua di salite e discese, con pochi tratti più o meno pianeggianti: in sostanza il classico percorso appenninico, vario e divertente.
     Dalla piazza centrale di Sassello si va in direzione di Urbe e Ponzone, inizialmente in piano. Superata la frazione Prato Vallarino 421 m la strada comincia a salire e progressivamente la pendenza tende ad aumentare, mantenendosi comunque in limiti accettabili, confortati anche da una fitta copertura boschiva che a tratti lascia filtrare spendidi squarci di orizzonte.
     Giunti al km 6,100 in località Croce di Grino si lascia sulla sinistra la deviazione per Ponzone e le colline del Monferrato, proseguendo dritti per arrivare poco dopo alla frazione Palo 647 m [km 7,500].
     Il successivo breve tratto pianeggiante e la facile salita attraverso il bosco portano alla località La Carta 748 m [km 10,800]: qui si tira dritto, in discesa, mentre sulla destra si apre la laterale per Alberola, Piampaludo (variante da cui si può scendere su San Pietro d’Olba) e la vetta del monte Beigua.
     Velocemente si arriva a San Pietro d’Olba 554 m [km 15,400], frazione di Urbe, oltrepassata la quale si hanno due bivi in rapida successione, ambedue a destra, separati dal ponte sul torrente Orba: il primo sale a Piampaludo e prosegue poi fino alla vetta del monte Beigua, a quota 1287 m slm, una bella ma impegnativa ascesa percorsa alcuni anni fa da una tappa del Giro d’Italia; il secondo raggiunge le frazioni Vara Inferiore e Vara Superiore salendo poi fino al passo del Faiallo.
     Superato dunque il ponte sull’Orba si continua a pedalare passando davanti al municipio di Urbe per avanzare lungo la provinciale che attraversa il bosco con un andamento ondulato che consente tuttavia di mantenere una buona velocità. In questo tratto si toccano le frazioni di Martina d’Olba e di Acquabuona, arrivando poi al termine di una bella discesa ad un crocevia in località Pian della Badia 364 m [km 22,600]: qui si prosegue dritti, superando il ponte sull’Orba per salire in direzione di Tiglieto.
     La segnaletica in loco indica la brevissima deviazione che raggiunge l’abbazia.
     La provinciale risale attraverso il bosco toccando le varie frazioni di Tiglieto per uscire al colle della Crocetta 616 m [km 27,000] e scendere ora in valle Stura. La discesa è di quelle che fanno apprezzare il piacere di muoversi in bicicletta, ancor più se per turismo: la pendenza regolare e non eccessiva e il bosco che fa da contorno accompagnano il trekker all’incrocio con il fondovalle [km 35,200]: qui si gira a destra (a sinistra si raggiunge Ovada) e in poche centinaia di metri si è a Rossiglione Inferiore 297 m.
     La valle Stura è ormai da anni appannaggio quasi esclusivo dei ciclisti, che prediligono questo fondovalle scorrevole ma con molte curve e il bell’ambiente circostante (la sinistra orografica della valle fa parte del Parco del Beigua), non dimenticando che qui passa anche una classica come la Milano-Sanremo.
     Superata Rossiglione si arriva in pochi chilometri al bivio che entra nell’abitato di Campoligure 361 m [km 40,300]; la località è oggi un noto centro di produzione artigianale della filigrana in oro e argento, ma vanta origini molto antiche, risalenti all’epoca della dominazione romana.
dal km 40,300 (Campoligure) al km 66,000 (Voltaggio)
     Dal centro del paese si seguono le indicazioni per Capanne di Marcarolo e Praglia, andando ad affrontare la terza salita dell’itinerario, quella che con una pendenza irregolare nella prima parte e alcuni tratti ondulati nella seconda si alza fino ad una biforcazione [km 50,100], ove si tiene la sinistra.
     Bastano poche pedalate per arrivare alle Capanne di Marcarolo 762 m, locanda, punto di ritrovo per escursionisti e bikers che frequentano l’altopiano di Praglia e la zona dei laghi del Gorzente.
     Una sequenza di rampe in salita e discesa con pendenze a tratti anche impegnative e una ripida e tortuosa discesa attraverso un fitto bosco conducono ad un praticabile guado sul torrente Gorzente 495 m [km 56,200] da cui si risale con una breve ma impegnativa rampa che prosegue poi con una alternanza di leggere ondulazioni. Nel frattempo l’ambiente è radicalmente cambiato: si pedala ora sul fianco di una valletta aspra e rocciosa che assomiglia piuttosto ad un canyon, con il torrente che scorre molto più in basso tra anse e salti di roccia.
     Un corto rettilineo appena ascendente esce ad un crocevia, presso una Cappelletta 564 m [km 60,900]: sulla sinistra la strada devia per Mornese, mentre l’itinerario continua dritto in direzione di Voltaggio. Il crocevia costituisce una sorta di spartiacque: ci si trova infatti alla testata di una valletta che viene discesa con un bel passaggio nel bosco, costeggiando da presso il corso del torrente Morsone.
     Al termine della discesa, all’altezza di una fonte sulfurea, si traversa un guado (ma in caso di piena si può utilizzare una passerella pedonale) uscendo su un ampio piazzale da cui si risale la breve rampa che porta entro l’abitato di Voltaggio 338 m [km 66,000]. Si è qui in val Lemme, in Piemonte, in quello che però storicamente viene considerato l’entroterra genovese.
     La località ha origini molto antiche e nel medioevo costituiva un punto cruciale per il controllo dei traffici commerciali che transitavano per la via della Bocchetta risalendo la val di Lemme per scendere poi su Campomorone.
     Dal centro dell’abitato una brevissima digressione porta al Ponte dei Paganini, la più antica struttura di Voltaggio, datata alla fine del Xlll secolo.
dal km 66,000 (Voltaggio) al km 107,000 (Torriglia)
     All’uscita dall’abitato e attraversato il torrente Lemme ci si trova ad un quadrivio [343 m; km 66,800]: sulla sinistra si va verso Gavi, sulla destra si risale la val Lemme fino al passo della Bocchetta, dritti si continua lungo l’itinerario.
     Inizia qui la salita al passo della Castagnola, con un primo ampio tornante e una pendenza che da subito richiede un certo impegno, per calare nella parte finale e divenire, dopo la località Piano dei Grilli, un leggero falsopiano.
     L’uscita al passo della Castagnola 595 m [km 72,000] segna il passaggio al versante ligure dello spartiacque.
     Lasciata sulla destra la laterale che continua in salita fino al paese di Fraconalto, si affronta la bella e veloce discesa, ma è bene fare attenzione alle curve, alcune molto strette, che hanno la caratteristica di non essere prevedibili nello sviluppo: può capitare così di arrivare lunghi e trovarsi in difficoltà. Nel finale la pendenza si attenua ma i tratti rettilinei permettono di toccare comunque buone velocità.
     Al fondo si arriva all’incrocio con la provinciale della valle Scrivia, in località Borgofornari 349 m [km 77,200]: si gira a destra per attraversare la frazione e raggiungere in piano Busalla 356 m [km 78,800].
     Appena prima di uscire dal paese si svolta a sinistra per Casella e Montoggio, seguendo la segnaletica. Alla rotonda presso il casello autostradale si prosegue dritti, cominciando a risalire lo scorrevole fondovalle della valle Scrivia. Superato al km 82,800 il bivio per Savignone si arriva velocemente alla deviazione verso sinistra che entra nell’abitato di Casella 416 m [km 86,100].
     È questa dell’alta valle Scrivia una zona turistica che annovera alcune località di buona fama come la stessa Casella, ma anche Montoggio, Savignone, Crocefieschi e la val Brevenna, sul versante meridionale del Parco Naturale dell’Antola.
     Da Casella si esce a riprendere la provinciale e superare quasi subito il bivio per la val Brevenna, in località Avosso, quindi i lunghi rettilinei che portano ad un incrocio con rotonda: lasciata a destra la strada che sale verso il colle di Creto per scendere poi sulla città di Genova, si continua dritti per entrare nell’abitato di Montoggio 438 m [km 92,000].
     Nell’attraversare il paese e poco prima di uscirne si nota in una curva la deviazione a sinistra per la frazione Gazzolo e Pentema. Quest’ultima località, capoluogo della val Pentemina, è base di partenza per escursioni alla vetta del monte Antola e al rifugio.
     La val Pentemina potrebbe costituire una variante al tracciato originario, dato che esce, superando un colletto, poco a monte di Torriglia. È però da tenere presente che la strada non è interamente asfaltata.
     Si esce da Montoggio attraversando il ponte sullo Scrivia, iniziando a salire prima quasi impercettibilmente e poi con una pendenza costante ma ben pedalabile [km 94,500].
     Superata la località Fascia di Carlo si arriva alla frazione Laccio 612 m [km 101,700] e subito dopo ad un articolato nodo stradale. Qui si seguono le indicazioni per Torriglia, facendo attenzione a inserirsi nella vecchia sede stradale.
     Occorre adesso superare l’ultima asperità dell’itinerario, la breve salita che tocca la frazione Gaietta e va a congiungersi con un raccordo della variante a scorrimento veloce: qui termina il tratto ascendente [760 m; km 106,000] e non rimane che un chilometro per raggiungere il centro di Torriglia 769 m [km 107,000].
 
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