Testa Autaret da San Bernolfo - sitobici

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Escursionismo/mtb
Piemonte – Cuneo – Valle Stura
Alpi Marittime - Vallone di Collalunga
Testa dell’Autaret da San Bernolfo
Quota partenza m 1.662 – Quota arrivo m 2.761
Quota minima m 1.637 – Quota massima m 2.761
Lunghezza: km 9,200 – Dislivello m 1.099 (D+) / m 40 (D-) / m 1.139 (D++)
Tipologia: sterrata – sentiero
Difficoltà: E

Nota mtb: ciclabilità 97% - Profilo: L 1 – D 3 – P 2 – T 2 – Q 3

Accesso
Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura Fino alla frazione Planche, poco oltre Vinadio.
Qui si devia a sinistra per salire alla frazione Bagni di Vinadio; lungo la strada di fondovalle che risale il Vallone dei Bagni si raggiunge la frazione San Bernolfo.

Punti di appoggio
Rifugio Dahu de Sabarnui – Fraz. San Bernolfo, 17 – 12010 Vinadio (Cn)
Rifugio De Alexandris Foches al Laus – Vallone di Collalunga – Fraz. Bagni – 12010 Vinadio (Cn)

Coordinate geografiche
Sistema WGS 84 (World Geodetic System 1984)
DMS: schema sessagesimale - DD: schema decimale

San Bernolfo               DMS 44° 15’ 39,5” N   7° 02’ 38,7” E (m 1.702 centro d. abitato)
DD 44,2610° N   7,0441° E
Partenza                    DMS 44° 15’ 32,6” N   7° 02’ 34,1” E (bacheca)
DD 44,2590° N   7,0428° E
Lago San Bernolfo      DMS 44° 14’ 52,1” N   7° 02’ 53,5” E
DD 44,2478° N   7,0482° E
P.sso Collalunga         DMS 44° 13’ 24,5” N   7° 01’ 52,1” E
DD 44,2234° N   7,0311° E
Testa d. Autaret         DMS 44° 13’ 31,2” N   7° 02’ 32,2” E
DD 44,2253° N   7,0423° E
Testa dell’Autaret da San Bernolfo

Dopo un primo tratto nel bosco che esce all’altezza del rifugio De Alexandris Foches, l’itinerario prosegue in ambiente aperto e molto panoramico. Dislivello da non sottovalutare, spalmato comunque lungo l’intero percorso.
La prima meta è il bellissimo lago di San Bernolfo, cui fa seguito la risalita del Vallone del Laus al lago di Mezzo e ancora più in alto al lago di Collalunga.
Raggiunto il crinale all’altezza del Passo di Collalunga, grande panorama, lo si risale in ambiente roccioso che va poi ad aprirsi sul pendio terminale che porta alla Testa dell’Autaret.

La borgata di San Bernolfo ha una caratteristica unica nelle Alpi Occidentali: le sue case più antiche sono costruite con la tecnica del blokbau, tipica delle regioni di lingua germanica.
Questa tecnica costruttiva prevede che le pareti delle case fossero realizzate con tronchi sovrapposti e fissati tra loro con appositi incastri. I tetti venivano ricoperti con paglia, oggi ormai scomparsa, mentre il colmo dei tetti è orientato da nord verso sud e perpendicolare al pendio, quest'ultimo sempre esposto a meridione.
Dall’incrocio in prossimità della bacheca, appena a valle dell’abitato di San Bernolfo, si attraversa il ponte sul torrente Corborant per seguire in leggera discesa la sterrata in direzione della frazione Callieri. Superata una fontanella si arriva ad una biforcazione (m 1.637 slm; km 0,300): qui si prende sulla destra il ramo che entra nel bosco, in salita.
La pendenza si presenta regolare e moderatamente impegnativa, con il fondo cosparso di ciottoli. Una serie di tornanti porta al rifugio De Alexandris Foches (m 1.907 slm; km 2,200), fontana, uscendo subito dopo al Colletto del Laus (m 1.928 slm; km 2,400), ove si trovano alcune costruzioni.

Lasciata sulla destra la deviazione per la Rocca di San Bernolfo si scende all’ampia conca che ospita il bel lago di San Bernolfo, continuando in piano sulla sinistra orografica del corso d’acqua.
All’altezza di un bivio (km 2,900) si tiene la destra, iniziando a risalire la parte centrale del vallone: la sterrata disegna una serie di tornanti che è possibile tagliare con alcune varianti su sentiero, al prezzo tuttavia di affrontare pendenze maggiori. Nell’economia complessiva dell’escursione non se ne vede la convenienza.
In corrispondenza della curva che si trova al km 5,800 si scorge sulla destra, appena più in basso, il lago di Mezzo, arrivando poi in poche centinaia di metri ad un bivio (m 2.317 slm; km 6,200): qui si tiene la destra, segnaletica, affrontando con una serie di tornanti una evidente gobba.

Giunti in corrispondenza dei ruderi di vecchie postazioni militari ci si tiene sulla sinistra, cippo di confine, per uscire in poche decine di metri nella conca che ospita il lago di Collalunga (m 2.435 slm; km 7,400).
È possibile effettuare il periplo del lago seguendo il sentiero sulla destra, oppure rimanere sulla sinistra per attaccare una serie di stretti tornantini e traversi che prendono quota lungo il pendio.
Ad una biforcazione si prosegue sulla sinistra, segnavia, e poco oltre, ad una seconda biforcazione, si va a destra per uscire al Passo di Collalunga (m 2.541 slm; km 7,950). 

Dopo aver piegato sulla sinistra si segue il panoramico crinale, superando alcuni ruderi; una serie di tornanti in sequenza pemette di aggirare sulla destra il rilievo, uscendo su un tratto pianeggiante leggermente esposto.
Si è passati sul versante francese della cresta di confine, continuando ora in diagonale per passare poco in basso rispetto al rilievo e traversare su tracce il dosso che raggiunge la Testa dell’Autaret (m 2.761 slm; km 9,200); cippo di confine.

Il ritorno per l’itinerario di salita, con varianti al lago di Collalunga e al lago di Mezzo.
 
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