Torriglia Sassello testo - sitobici

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Liguria trekking ciclo
dal km 0 (Torriglia) al km 63,700 (Vobbia)
     L’itinerario porta il ciclista dal Parco dell’Antola al Parco del Beigua, una lunga traversata a cavallo del confine regionale tra Liguria e Piemonte, un percorso da interpretare con lo spirito proprio del trekking.
     Si parte dalla piazza della chiesa di Torriglia subito in salita per un chilometro fino alla deviazione che gira a sinistra verso Propata e il lago del Brugneto. La strada prende quota disegnando un ampio semicerchio alle spalle di Torriglia, un passaggio molto panoramico che ripaga dell’impegno richiesto.
     Al km 3,400 si supera il bivio per Pentema e la val Pentemina proseguendo in salita fino alla galleria di Garaventa 1.005 m [km 4,600], il valico che separa la valle Scrivia dalla val Trebbia.
     Prima della galleria, lunga 82 metri, si trova la deviazione che porta alla diga del bacino del Brugneto; l’itinerario attraversa invece la galleria e scende nell’ampia conca ove si trova il lago.
     Il primo tratto della discesa tocca la frazione Garaventa con una serie di strette curve fino ad un ponte [km 8,000], oltre il quale si ha una breve risalita fino alle case di Bavastri 880 m; in effetti i chilometri seguenti, uno splendido balcone panoramico sulla valle, presentano un saliscendi poco accentuato che raggiunge la frazione Bavastrelli, supera il bivio per Caprile e arriva poi con una corta salita all’abitato di Propata 974 m [km 14,000].
     Appena fuori dalle case si lascia sulla destra la deviazione per Caffarena e Rondanina per piegare a sinistra seguendo la segnaletica per Casa del Romano. Lo strappo è impegnativo e raggiunge una sorta di colletto a quota 1.342 m [km 19,000] da cui si scende ad una biforcazione [km 19,200]: sulla destra si va verso Fascia, Cassingheno e la val Trebbia, mentre a sinistra si continua a salire fino al piccolo agglomerato di Casa del Romano 1.383 m [km 19,800]; locanda.
     Qui si trova un osservatorio, ma la località è nota soprattutto per essere la base di partenza per raggiungere la vetta del monte Antola, a quota 1597 metri, ed il rifugio escursionistico lungo il panoramico sentiero delle Tre Croci.

     Da Casa del Romano si sale ancora fino a toccare la quota massima dell’itinerario [1.421 m; km 20,300], dopodichè si affronta la lunga ed entusiasmante discesa verso il fondo della val Borbera. Percorse poche centinaia di metri si passa il confine con il Piemonte e subito dopo si è alla località Capanne di Carrega 1.338 m [km 21,200].
     La discesa continua veloce, a tratti anche esposta e con alcuni stretti tornanti, passando nei pressi dei ruderi di una torre di avvistamento prima di arrivare a Carrega Ligure 946 m [km 26,800]. Qui è visitabile il Museo della Cultura Popolare che raccoglie numerosi attrezzi che riproducono i tradizionali cicli di lavorazione del grano e del fieno.
     Dopo Carrega Ligure la strada diviene meno tortuosa ma la pendenza aumenta sensibilmente, fino alla località Ponte Carreghino [km 33,000] per raggiungere, dopo un tratto ondulato e una breve risalita che fa seguito al ponte sul Borbera, il bivio [596 m; km 36,700] che a destra sale verso Capanne di Cosola.
     Ormai quasi al termine della discesa si continua a pedalare lungo il fondovalle della val Borbera perdendo ancora quota, attraversando prima la frazione Cornareto e un chilometro dopo trovando il bivio che a sinistra va verso Dova, il valico di Vallenzona e Vobbia.
     È questa una possibile variante all’itinerario che raggiunge più brevemente il paese di Vobbia, ma prevede il superamento del valico di Vallenzona a quota 1.177 metri, presso la Cappella di San Fermo, con un dislivello di circa 650 metri.
     Oltrepassato quest’ultimo bivio l’itinerario raggiunge Cabella Ligure 477 m [km 40,000] e quindi Albera Ligure 419 m [km 44,000]. Appena fuori dall’abitato si nota sulla destra l’indicazione per la frazione Santamaria, ove si trova un mulino ad acqua ristrutturato: la deviazione è lunga poco più di un chilometro.
     Si continua a discendere la val Borbera fino a San Nazzaro 392 m [km 45,800], frazione di Rocchetta Ligure: qui, lasciata la provinciale che prosegue per Vignole Borbera e la valle Scrivia, si svolta a sinistra per Mongiardino e Vobbia, invertendo di fatto il senso di marcia.
     Subito dopo si attraversa l’abitato di Rocchetta Ligure, continuando lungo una serie di lunghi rettilinei che quasi impercettibilmente risalgono la valle. Una dopo l’altra si superano le frazioni Pagliaro Inferiore e Superiore, arrivando al bivio [km 50,000] in località Sisola 460 m: qui si tiene la sinistra in direzione di Vobbia.
     Il superamento dello spartiacque tra la piemontese val Borbera e la ligure val Vobbietta prevede una salita dalla pendenza contenuta fino a Lago Patrono 611 m [km 54,800], principale frazione di Mongiardino Ligure, dopo la quale, superata anche la frazione Maggiolo, si hanno due chilometri appena più impegnativi.
     Usciti ad un colletto 792 m [km 58,000], si passa sul versante opposto, in discesa con alcuni tornanti che segnano un ampio vallone. Al fondo si raggiunge un incrocio in corrispondenza di un ponte 494 m [km 62,700]: l’itinerario prosegue dritto, mentre a sinistra, attraversato il ponte, si va verso il valico di Vallenzona.
     Circa un chilometro dopo si è ad un nuovo incrocio: anche in questo caso si continua dritti, lasciando a sinistra il ponte oltre il quale si trova il paese di Vobbia.
dal km 63,700 (Vobbia) al km 120,700 (Ovada)
     Da Vobbia si pedala in direzione di Isola del Cantone percorrendo la stretta e tortuosa strada provinciale, lungo la quale si trova, al km 66,500, il cartello che indica il sentiero per il Castello della Pietra; con pendenza sempre favorevole si attraversa la frazione Vobbietta 332 m [km 71,000] per arrivare all’uscita dalla valle a Isola del Cantone, in valle Scrivia.
     Dopo il sottopasso si svolta a sinistra per il casello autostradale e, superato un cavalcavia, si esce sulla provinciale della valle Scrivia; all’incrocio si gira a sinistra per attraversare subito dopo l’abitato di Isola del Cantone 298 m [km 74,900]. Il fondovalle della valle Scrivia è un lungo scorrevole serpentone, molto frequentato dai ciclisti che trovano modo di percorrere alcune delle laterali e combinare interessanti anelli.
     Dopo Isola si toccano le frazioni Pietrabissara e Rigoroso, arrivando poi ad Arquata Scrivia 245 m [km 84,500]: la cittadina viene attraversata tirando dritti alle due rotonde che si incontrano, in direzione di Serravalle Scrivia.
     L’itinerario lascia ora l’ambiente appenninico della valle Scrivia per entrare nella zona collinare del Monferrato, nota per la pregiata produzione vinicola. Giunti al km 88,000 si svolta a sinistra per Gavi Ligure, in salita fino ad una breve galleria [308 m; km 89,200] oltre la quale si scende in un’ampia zona pianeggiante su cui incombe la presenza del maestoso forte di Gavi.
     L’alternanza di salite e discese che caratterizza il Monferrato rende l’itinerario vario e divertente, con l’unica accortezza di prestare attenzione ai numerosi bivi che si incontrano.
     Al km 92,500 si gira a sinistra ad un incrocio con rotonda, per affrontare una risalita che arriva ad una galleria, illuminata e lunga 500 metri, oltre la quale si scende ad un nuovo incrocio, anch’esso regolato da una rotonda [km 93,700]: qui si gira a destra, segnaletica per Bosio.
     Il tratto seguente offre una bella vista ravvicinata del forte di Gavi, prima di girare a sinistra [219 m; km 94,400] per superare il guado sul torrente Lemme; subito dopo si tiene ancora la sinistra per l’ennesimo tratto ascendente che dal km 97,400 si trasforma in un facile saliscendi.
     Superata la frazione Alice si arriva a Bosio 347 m [km 99,500] e poco dopo si è in località Spessa: qui si gira a sinistra per Mornese (a destra si va verso Parodi Ligure); il punto è identificabile per la presenza di una chiesa e per costituire un balcone panoramico sulla pianura e le colline circostanti.
     Si torna ora a pedalare in salita, tirando dritti a due bivi che si incontrano in rapida successione nello spazio di poco più di un chilometro. Il secondo di questi, segnaletica per Capanne di Marcarolo, va a raggiungere l’itinerario che da Sassello arriva a Torriglia all’altezza del km 60,900, in località Cappelletta.
     Si continua poi alternando salite e discese passando davanti al Santuario dedicato a Santa Maria Domenica Mazzarello prima di arrivare a Mornese 364 m [km 105,000]; qui si svolta a sinistra per Casaleggio Boiro, mentre dritti si va verso il centro dell’abitato e Castelletto d’Orba.
     La provinciale perde quota e raggiunge Casaleggio Boiro 321 m [km 107,500] e poco oltre Lerma 293 m [km 109,200]; la successiva discesa, molto veloce e con un ampio tornante, raggiunge il ponte sul torrente Piota 214 m [km 110,800].
     Qui, appena prima del ponte, si trova a sinistra la segnaletica escursionistica per il Parco e le Capanne di Marcarolo.
     Dopo l’attraversamento del ponte e una breve risalita si arriva ad una biforcazione [km 111,900]: si prosegue dritti, in direzione di Ovada, mentre a sinistra si va verso Belforte e Tagliolo.
     Un veloce rettilineo termina ad una rotonda 173 m [km 116,200]: dopo aver girato a sinistra si attraversa una zona commerciale passando anche in prossimità dell’ospedale per trovarsi alla periferia di Ovada.
     Ad una rotonda si tiene la sinistra per Acqui Terme e Genova, rimanendo poi sulla principale fino ad un’altra rotonda [km 120,700]: qui si prosegue dritti ancora per Acqui Terme, mentre a sinistra si scende verso il casello autostradale e la valle Stura e a destra si entra nel centro dell’abitato di Ovada 186 m.
dal km 120,700 (Ovada) al km 155,600 (Sassello)
     Procedendo dritti lungo il viale si arriva ad un incrocio, anch’esso con rotonda [km 121,400]: si svolta a sinistra per Molare e dopo il sottopasso ferroviario si imbocca la provinciale che esce da Ovada. In piano si attraversa una zona di insediamenti industriali, pedalando nell’ampia vallata dove scorre il torrente Orba; una leggera depressione ed il ponte sul torrente precedono l’ingresso nell’abitato di Molare 216 m [km 125,000], con pregevole castello e centro storico di epoca medievale.
     Appena prima di uscire dall’abitato si svolta a sinistra per Cassinelle, lasciando a destra la strada che continua in salita verso Acqui Terme. Superato un semaforo e usciti dalle case si riprende a costeggiare, sia pure non da presso, il corso dell’Orba, che scorre in senso contrario.
     Raggiunta una biforcazione 233 m [km 126,900] si piega appena a destra, mentre il ramo di sinistra va verso il Santuario della Madonna delle Rocche e la valle di Olbicella, che all’estremo opposto, ormai in Liguria, esce presso Pian della Badia e Tiglieto.
     Superata la biforcazione si affronta una serie di curve che escono poi all’altezza di Cassinelle 372 m [km 130,000]: l’itinerario rimane appena fuori e sulla sinistra del centro abitato, andando poi a raggiungere una cappelletta presso un bivio 505 m [km 134,100]. Qui, lasciata la deviazione che a sinistra va verso la frazione Bandita, si piega a destra su per una risalita che presenta alcuni passaggi piuttosto impegnativi.
     Arrivati ad un nuovo bivio, segnaletica a destra per Morbello, si piega verso sinistra ancora in salita e con pendenza sempre sostenuta. Il tratto è comunque corto e porta ad un colletto 632 m [km 136,000] oltre il quale brevi ripide rampe si alternano a tratti meglio pedalabili e talora ondulati.
     In corrispondenza del bivio per la frazione Toleto si è alla quota di 672 metri, quindi si va all’incrocio [km 139,600] con la provinciale che dalla destra proviene da Ponzone e Acqui Terme: si gira a sinistra in direzione di Sassello e si continua inizialmente in salita e successivamente accompagnando le ondulazioni che caratterizzano l’altopiano di Ponzone, molto frequentato dai ciclisti grazie alla favorevole esposizione e alla varietà dei tracciati.
     I chilometri che seguono sono scanditi da una sequenza di frazioni, tutte a vocazione turistica: ecco allora Abasse, Pian Castagna e Moretti, dopo la quale si arriva ad un’area di sosta collocata in un punto altamente panoramico.
     La meta successiva è Bric Berton 755 m [km 146,400], da cui si scende velocemente ad un incrocio in località Croce di Grino [km 149,500]: qui si effettua un conversione a destra ancora in discesa attraverso il bosco in direzione di Sassello.
     Superata la frazione Prato Vallarino si continua lungo un falsopiano in leggera discesa che raggiunge infine Sassello 384 m [km 155,600].
 
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