Trek 07 - sitobici

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Monviso trekking
Località di riferimento di questa traversata sono Chianale, frazione di Pontechianale, in val Varaita e Villanova, frazione di Bobbio Pèllice, in val Pèllice.

07
Traversata dalla val Varaita alla val Pèllice
"Trekking dei laghi"
Rifugi: de la Blanche - Col d'Agnel - Echalp (gite d'etape) - Jervis

Partenza: Chianale m 1.792 - Arrivo: rif. Jervis m 1.732
Lunghezza: km 34,000 - Dislivello: m 2.392 (D+) / m 2.452 (D-)
Quota min: m 1.701 - Quota max: m 2.955
Tipologia: sentiero
Difficoltà: E
Al punto di partenza

     Da Cuneo si raggiunge Busca e quindi Piasco per risalire poi la val Varaita fino a Chianale, frazione di Pontechianale.
     Chianale si trova all'inizio della salita al Colle dell'Agnello ed è base di partenza per la rete di sentieri che percorrono l'alta valle.
Primo tratto: da Chianale al refuge de la Blanche

Quota partenza m 1.792 – Quota arrivo m 2.499
Quota minima m 1.792 – Quota massima m 2.955
Lunghezza: km 11,300 – Dislivello m 1.177 (D+) / m 470 (D-)

Refuge de la Blanche - Valle di Guil - Saint Veran - tel.: (0033) 492458024

     La prima tappa porta l'escursionista dalla valle Varaita al vallone di Guil, nel Queyras, attraverso due valichi: il Col Longet e il Col de la Noire.

     Dal parcheggio appena fuori l’abitato di Chianale (m 1.792 slm) si attraversa la borgata percorrendo il Chemin Royal, l’antico collegamento tra la val Varaita e il Queyras, per andare ad inserirsi sulla provinciale (km 0,500) e piegare poi a sinistra per superare un ponticello (ampia segnaletica in loco) ed uscire su un ampio spiazzo (km 0,600).

     Su asfalto si sale attraverso pratoni e un rado bosco fino ad uno slargo (km 1,200): qui, lasciata sulla destra la sterrata che sale verso il Vallone di Saint Veran, si imbocca lo stretto e ripido sentiero che si inoltra nel bosco. Segnaletica.
     Una serie di stretti tornantini porta ad un tratto piano, oltre il quale si prosegue su pendenze varie ma comunque contenute.

     Usciti allo scoperto su un’ampia conca (m 2.080 slm; km 2,300) si segue la mulattiera che con ampie curve risale il pendio, cercando i passaggi migliori in quanto ad inizio stagione, ma talvolta ancora in piena estate, la conca è inondata dalle acque di fusione dei nevai sovrastanti.
     Approdati ad un bel traverso si raggiunge la spalla su cui sorgono i ruderi della Grange Antolina (m 2.296 slm; km 3,300); bella vista sulla val Varaita, confortati anche dalla vicina prorompente cascata.

     Superata una breve ma ripida rampa si esce ad un poggetto, oltre il quale si apre un diagonale leggermente esposto che richiede una certa attenzione.
     Al termine si inverte il senso di marcia per risalire un ripido tratto a gradoni che continua poi con alcuni tornanti che escono ad una conca segnata da rivoli d’acqua.

     Effettuati alcuni facili guadi e lasciata sulla sinistra la deviazione per il lago Nero si supera un ultimo dislivello (conviene seguire il sentiero e non lasciarsi tentare dalle scorciatoie) per arrivare ad un poggio (m 2.536 slm) da cui si domina il lago. Pochi passi in discesa, un guado facilitato da lastroni e si è sulle rive del lago Blu (m 2.523 slm, km 4,800).

     Dal lago Blu, punto di riferimento è il guado, si supera un gradino di roccia per seguire il sentiero che in piano entra nel vallone bagnato dal Rio Blanchette.
     Allorchè il tracciato accenna a prendere quota si imbocca il ramo di sinistra di una biforcazione, segnaletica, lasciando il ramo che punta verso il Col Blanchet.

     Il sentiero prende ora a salire con decisione compiendo una ampia curva verso sinistra, andando a tagliare in diagonale il fianco roccioso del crinale spartiacque.
     Superato qualche breve passaggio leggermente esposto si esce sulla depressione del Colle Longet (m 2.655 slm; km 5,800). Ricca segnaletica in loco.
     La zona abbonda di laghi e laghetti: i due principali sono il Lago Longet e il lago Bes in territorio italiano e il Lac de Longet in Francia.

     Lasciato sulla sinistra il sentiero che risale il Vallone del Lupo e passati in Francia si attraversa un ampio pianoro seguendo il percorso della Gran Route de Pays che scende verso la regione dell’Ubaye.
     Contornata una zona paludosa e passati in vicinanza del Lac de Longet (m 2.641 slm; km 6,500) si arriva ad una biforcazione (km 7,200), cartello: qui si piega a destra lungo un traverso pressoché pianeggiante che inizia poco alla volta a risalire il pendio.

     Arrivati davanti ad una grande roccia la si può aggirare indifferentemente a destra o a sinistra, superando poco oltre un guado. Il sentiero prende ora a salire con pendenza più marcata fino ad un poggio (m 2.760 slm; km 8,200), ove si trova un cartello segnaletico.

     Al termine di una rampa si esce all’altezza di un vallone roccioso che ospita il bellissimo Lac de la Noire (m 2.887 slm; km 9,000), sovrastato dalla Punte Tête Noire.
     Una serie di ripidi tornantini su terreno franoso portano al Col de la Noire (m 2.955 slm; km 9,300), tra il Roc della Niera e il Pic de Farneiréta.

     Passati sul versante del Vallone di Guil si affronta una discesa in forte pendenza, un passaggio delicato a causa della instabilità del terreno.
     Superato questo tratto, non particolarmente lungo ma che contribuisce a far perdere un buon dislivello, si continua su pendenza meno accentuata tagliando trasversalmente il fianco del vallone fino a raggiungere la conca ove si trovano il rifugio della Blanche (m 2.499 slm; km 11,300) e il laghetto.
Secondo tratto: dal refuge de la Blanche a Echalp

Quota partenza m 2.499 – Quota arrivo m 1.701
Quota minima m 1.701 – Quota massima m 2.884
Lunghezza: km 16,000 – Dislivello m 611 (D+) / m 1.409 (D-)

Refuge de la Blanche - Valle di Guil - Saint Veran - tel.: (0033) 492458024
Refuge de l’Agnel – Molines en Queyras – tel.: (00 33) 660798390
l’Echalp - Abries Ristolas - Gite d’Etape – tel.: (00 33) 492468207

     In prossimità del rifugio e del lago si trova la segnaletica che indirizza verso le diverse mete.
     Individuato il cartello con le indicazioni per il Col de Chamoussiere si inizia a risalire il pendio che scende dalla Rocca Bianca, tagliandolo diagonalmente.

     Su pendenza a tratti marcata si attraversano dei pratoni per arrivare ad un crocevia (m 2.744 slm; km 1,400) ove si trova un cartello segnaletico (Vallon de la Blanche): sulla destra si piega per raggiungere il Col de Saint Veran distante circa seicento metri, sulla sinistra si scende verso la Cappella di Clausis, proseguendo dritti si va in direzione del Col de Chamoussiere.

     Si tenga presente comunque che dal Col de Saint Veran si può raggiungere direttamente il Col de Chamoussiere sia passando in prossimità dell’anticima del monte Pelvo o Pic de Caramantran sia andando verso la Punta dell’Alp per piegare a sinistra poco prima della vetta e scendere sul valico (vedi itinerario n. 01/Queyras: Raccordo Col de Saint Veran – Col de Chamoussiere).

     Si continua su pendenza appena accennata fino ad intersecare il sentiero della Gran Route n. 58 che arriva dalla Cappella di Clausis e dal paese di Saint Veran lungo il tracciato del Tour du Queyras. Dopo aver piegato a destra si esce in breve al Col de Chamoussiere (m 2.884 slm; km 2,600), tra il monte Pelvo o Pic de Caramantran e la Punta des Sagnes Longues, sul crinale che separa il Vallone di Guil dal versante francese del Colle dell’Agnello.

     Dal colle si inizia a scendere lungo un sentiero che segna il ripido pendio con alcuni piccoli salti di roccia ed a tratti con una leggera esposizione. 
     Il lungo traverso arriva al fondo ad una biforcazione (m 2.627 slm; km 4,600), cartello segnaletico (Riou du Rocher): a sinistra si va in direzione del rifugio dell’Agnel mentre a destra si arriva in duecento metri alla vecchia dogana (cartello: Douane), lungo la strada che scende dal Colle dell'Agnello.
     Dopo aver piegato a sinistra si segue il sentiero che raggiunge il rifugio dell'Agnel (m 2.580 slm; km 5,300), proseguendo poi per coprire il brevissimo raccordo che raggiunge la strada asfaltata all’altezza di un tornante, ove si trova un cartello segnaletico.

     Dal tornante si segue il sentiero in terra battuta che taglia in leggera salita una zona di ampi pratoni, fino ad un bivio ove si tiene la destra (km 6,200). Poco oltre si esce ad un tratto pianeggiante, proseguendo poi lungo il sentiero che tende ora a salire con pendenza più accentuata, passando alle pendici del monte Pan di Zucchero (le Pain de Sucre).
     Usciti al Col Vieux (m 2.806 slm, km 7,000) si passa sul versante opposto, iniziando la discesa nel vallone.

     L’itinerario si snoda tra pratoni con pendenze irregolari ma non eccessive, fino al lago Forèant (m 2.628 slm; km 8,300), del quale è possibile effettuare il periplo.
     Costeggiato il lago si riprende a scendere, arrivando ad un poggio panoramico (km 9,600) da cui si gode una bella vista sul lago Egorgéon; segue un breve tratto leggermente esposto cui fa seguito una serie di tornanti che segnano il ripido pendio.
     Al termine, si esce sul pianoro che ospita il lago Egorgéon (m 2.394 slm; km 10,600).

     Ripresa la discesa si supera un tratto in buona pendenza che entra in un rado bosco, in prossimità di una conca (m 2.263 slm, km 11,600).
     La successiva serie di stretti tornantini porta all’interno del bosco, ora più fitto (m 2.161 slm; km 12,200), continuando in discesa fino ad una breve risalita che esce ad un pianoro (km 13,300).
     Nuovamente in discesa e dopo aver percorso un tratto diagonale si passa su una mulattiera che attraversa il bosco (m 1.846 slm; km 14,400) con alcuni tornanti che raggiungono il fondovalle del Guil (km 15,200).

     Si attraversa ora il greto del torrente uscendo sulla riva opposta ad un bivio, in prossimità di un ponte: sulla sinistra si va in direzione del paese di la Monta, mentre a destra si continua verso l’Echalp. Superato il ponte si passa in vicinanza di un casotto (fontana) uscendo su asfalto.
     La brevissima risalita porta infine tra le case della frazione di l’Echalp (m 1.701 slm, km 16,000), ove si può fare tappa presso la locale Gite d'Etape.
Terzo tratto: da l'Echalp al rifugio Jervis

Partenza: m 1.701 - Arrivo: m 1.732
Quota min: m 1.701 - Quota max: m 2.305
Lunghezza: km 6,700 - Dislivello: m 604 (D+) / m 573 (D-)

l’Echalp - Abries Ristolas - Gite d’Etape – tel.: (00 33) 492468207
Rifugio Jervis alla Conca del Prà – CAI UGET Val Pèllice - tel.: 0121.932755
Ciabot del Prà alla Conca del Prà – tel.: 0121.953477

     All’altezza della chiesetta di l’Echalp si segue il sentiero della Gran Route 58 B, segnavia giallo-rosso, che sale subito in forte pendenza, una caratteristica comune alla prima parte dell’itinerario.
     Superata una prima serie di stretti tornantini si entra nel bosco (km 0,400), continuando a prendere quota lungo una seconda serie di tornantini che escono ad uno slargo (m 1.975 slm; km 1,400). Ormai prossimi all’uscita dal bosco si incontra un tratto di roccia a gradoni che porta ad un vallone (m 2.125 slm) che viene risalito lungo un bel traverso. La pendenza si fa ora meno impegnativa, quando già si intravvede il colle.

     Superato un facile guado si segue un ampio semicerchio verso sinistra che va a collegarsi con il sentiero che sale da la Monta; ancora un centinaio di metri e si raggiunge il Col de la Croix (m 2.305 slm; km 4,100). La segnaletica locale riporta la quota di 2.299 metri slm.

     Sul versante opposto si rientra in Italia scendendo verso la Conca del Prà e la val Pèllice (vedi itin. n. 03 / Val Pèllice: Colle della Croce dalla Conca del Pra), per andare a chiudere il trekking all'altezza del rifugio Jervis (m 1.732 slm; km 6,700).
 
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